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Pisa

GLI OFFRIRONO 30MILA EURO PER RENDERLO MITE: RIFIUTO’

Quando la società temeva la severità dell’ingegnere

Quando la società temeva la severità dell’ingegnere

PISA. Gli avevano offerto 30mila euro per renderlo mite dopo una serie di telefonate in cui aveva scandito a muso duro che non era possibile «sistemare quelle cose» rappresentate come problemi...

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PISA. Gli avevano offerto 30mila euro per renderlo mite dopo una serie di telefonate in cui aveva scandito a muso duro che non era possibile «sistemare quelle cose» rappresentate come problemi urgenti da Pacifico Belli, funzionario di Condotte, società dentro Pisamover, finito nell’elenco degli arrestati.

Lui, l’ingegner Giampiero De Michelis, detto il “fenomeno” per la considerazione di sé, aveva rifiutato. Un no che aveva spinto Michele Firpo, manager e direttore del cantiere del People Mover, a fotografarne gli scontati effetti: «Da gennaio ci rompe il culo». Metafora plastica dell’atteggiamento che il direttore dei lavori avrebbe avuto nel cantiere per la navetta aeroporto-stazione per la miseria offerta dai privati.

È uno degli ingredienti di “Amalgama”, l’inchiesta dei carabinieri di Roma conclusa con 21 arresti per associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione, turbativa d’asta.

Siamo al dicembre 2015 e De Michelis di lì a poco verrà estromesso dalla direzione dei lavori. E il periodo della lettera a sindaco e capigruppo che l’ingegnere firma dicendo di essere stato fatto fuori perché non voleva avallare certe irregolarità in grado di non far perdere i finanziamenti pubblici del maxi-cantiere. Una mossa che, con il senno di poi, diventa un boomerang che dà il senso del livello di spregiudicatezza dell’ingegnere. Accusare altri di comportamenti che per lui, secondo gli inquirenti, sono una regola.

Una strategia che per la Procura romana lo aveva portato a lucrare almeno 5 milioni di euro con il suo sodale, l’imprenditore Domenico Gallo, anche lui arrestato. I manager di Pisamover che prima temevano la severità interessata del direttore dei lavori alla fine lo “scavalcano” e ne chiedono la testa al titolare della Sintel, Giandomenico Monorchio (pure lui arrestato) per altri filoni dell’inchiesta. Cala il sipario sul “fenomeno” e decolla l’inchiesta della Procura su tangenti e ricatti.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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