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Pisa

Arrestato dal carabiniere a cui ruba la bici

Arrestato dal carabiniere a cui ruba la bici

Ladro sfortunato alle Poste: il tenente colonnello Schilardi lo insegue a piedi. Le scuse in Tribunale

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PISA. Non ha calcolato chi poteva essere il proprietario della bici incatenata sotto i portici delle Poste in piazza Vittorio Emanuele.

Un obiettivo appetibile per il ladro che con attrezzi professionali in un attimo si è impossessato del mezzo. Peccato per lui che il padrone non solo si è accorto quasi subito del furto ma ha dimostrato un’invidiabile forma fisica lanciandosi in un inseguimento concluso con il placcaggio del ladruncolo.

Mercoledì pomeriggio Matheus Kalvasinsky, 30 anni, senza fissa dimora, si è imbattuto nella bici sbagliata. Quella del vice comandante provinciale dei carabinieri, il tenente colonnello Francesco Schilardi. L’ufficiale, 47enne, esperto sub, fino a due anni fa comandava il centro subacqueo dell'Arma a Genova. Numerose le operazioni collezionate dall’ufficiale nell’ambito di indagini alla ricerca di cadaveri o di recupero di reperti archeologici.

Schilardi era arrivato in piazza Vittorio Emanuele per una commissione alle Poste. Ha lasciato la bici sotto i portici legando la ruota anteriore con una catena.

Quando il militare è entrato nell’ampio salone del palazzo, il ladro è stato rapidissimo a smontare la ruota incatenata, sostituirla con un’altra sottratta a una bici vicina e iniziare una pedalata da fuggitivo verso la stazione. Una scena a cui l’ufficiale dell’Arma ha assistito una volta uscito dall’edificio. Nel vedere il tizio sulla sua bici la prima reazione è stata quella di rincorrerlo. Per un buon quarto d’ora l’inseguimento tra guardia e ladro ha impegnato Schilardi in un corsa a perdifiato durante la quale ha chiesto aiuto alla centrale operativa comunicando le coordinate del duello podistico-ciclistico. Alla fine di via Vespucci la corsa di guardia e ladri si è conclusa con il polacco bloccato. Immediato il recupero della bici e il trasferimento del 30enne nella camera di sicurezza in attesa della convalida del fermo e il processo per direttissima celebrato ieri mattina. Difeso dall’avvocato Erminia Imperio, Kalvasinsky ha patteggiato 8 mesi, senza la condizionale, per furto aggravato. Il giudice Luca Salutini (pm onorario Vincenzo Molinaro) ha disposto per il 30enne l’obbligo di firma.

Durante l’udienza l’imputato, a carico del quale ci sono numerose denunce per furto soprattutto di bici, ha chiesto scusa all’ufficiale derubato anche se solo per alcuni minuti.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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