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Quella lettera al vetriolo fu un boomerang
L’ingegner De Michelis scrisse al sindaco denunciando «stratagemmi per non perdere i finanziamenti Ue»
PISA. Una lettera che si trasforma in un boomerang. Una sorta di aeroplano di carta che compie un lungo giro e torna al punto di partenza con un carico di accuse che, secondo gli inquirenti, si tradurrebbe in una sorta di scambio di favori fra l'ingegnere Giampiero De Michelis, ex direttore dei lavori nel cantiere del People Mover, e i rappresentanti del “general contractorPisamover spa e della controllante Condotte spa. Una lettera a firma dell'ingegnere abruzzese recapitata lo scorso gennaio al sindaco Marco Filippeschi e ai capigruppo in consiglio comunale (ma non alla Procura), getta un nuovo carico di polemiche sull'opera che collegherà l'aeroporto Galilei alla stazione centrale. Nella missiva, De Michelis mette nero su bianco i presunti motivi del suo licenziamento dalla Sintel Engineering (di cui è amministratore Giandomenico Monorchio). La rimozione dall'incarico secondo De Michelis sarebbe scaturita dalla sua opposizione alla firma di alcuni verbali con i quali, secondo l'ex direttore dei lavori, si cerca uno stratagemma per far fronte ai presunti ritardi accumulati nella realizzazione della navetta elettrica e per cercare di non perdere il finanziamento dell'Unione Europea, condizionato al raggiungimento, entro lo scorso dicembre, di un preciso stato di avanzamento dei lavori, pari al 50% del finanziamento.
La lettera, finita in Procura insieme ad una querela contro De Michelis presentata dai responsabili del progetto, secondo gli inquirenti sarebbe un tassello del puzzle delle pressioni che De Michelis avrebbe messo in campo per indurre Monorchio a ripristinare la collaborazione. Una “relazione” che secondo l'accusa non sarebbe circoscritta al solo rapporto di lavoro all'interno di Sintel. «Il direttore dei lavori, mettendo a disposizione dei general contractors e dei subappaltatori la propria qualifica di pubblico ufficiale, ha ricevuto utilità sotto forma di importanti commesse o promesse di commesse in favore di società riconducibili al proprietario ed amministratore di Sintel Engineering srl - si legge in una nota del comando provinciale dei carabinieri di Roma -. Successivamente, il direttore dei lavori ha deciso di praticare in proprio il sistema, ormai collaudato, per favorire le società a lui direttamente riconducibili anziché quelle del suo capo». Un rapporto che «ha subito un rapido cambiamento quando Monorchio ha deciso di allontanare De Michelis a seguito delle numerose lamentele registrate sulle sue condotte illecite», specifica l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. A partire da dicembre 2015, l'ingegnere abruzzese, insieme all'imprenditore calabrese Domenico Gallo, avrebbe quindi «generato una crescente attività di pressione contro Monorchio per costringerlo a ripristinare il rapporto di collaborazione nella Sintel», anche attraverso la minaccia di rilevare «all'autorità giudiziaria, nell'ambito dell'indagine Sistema, fatti di rilievo penale» coinvolgenti Monorchio. In questo quadro gli inquirenti acquisiscono «alcune missive di De Michelis di pubblica denuncia per illegittimità nei lavori del People Mover». Come quella finita sui banchi del sindaco e dei capigruppo in cui l'ingegnere mette sotto accusa il sistema di rendicontazione dei lavori, “elogiando” il suo comportamento che gli sarebbe valso il posto di lavoro. In realtà il Gip specifica che «Giampiero De Michelis, in qualità di pubblico ufficiale-direttore dei lavori per la realizzazione dell'opera People Mover, riceveva indebitamente dai rappresentanti del general contractor Pisamover spa e della controllante Condotte spa, promesse di utilità consistite in commesse per la fornitura di servizi e di progettazione ed assistenza agli impianti in favore di società riconducibili a Domenico Gallo e a Giampiero De Michelis quale prezzo per l'esercizio della funzione e per la violazione dei doveri di imparzialità e terzietà del pubblico ufficiale, nonché per il compimento di atti contrari ai doveri dell'ufficio consistiti in particolare nella redazione nell'agosto 2015 di stato di avanzamento lavori favorevole al general contractor Pisamover mediante l'inserimento, tra l'altro, di opere non completamente ultimate o progettualmente carenti e nell'omettere, nel dicembre 2015, l'applicazione di penali per ritardi nell'esecuzione delle opere come da cronoprogramma».
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