Il presidio
Giallo di Buti, nell'unghia di Laura il dna di un uomo
Ma il sospettato è deceduto qualche giorno dopo in un incidente
PISA. Loro, gli indagati della prima ora, si avviano a uscire di scena. Chi, al contrario, aveva offerto a sua insaputa materiale per un approfondimento investigativo non potrà mai essere messo sotto indagine, né interrogato. È morto qualche giorno dopo la scoperta del cadavere di una casalinga dalla vita disordinata e con una salute precaria. L'inchiesta sul giallo di Buti viaggia a grandi passi verso la chiusura senza colpevoli o presunti tali. Le indagini dei carabinieri coordinate dal sostituto procuratore Aldo Mantovani si fermano nel punto in cui il destino ha voluto fissare un paletto irremovibile. Il decesso della persona il cui Dna era stato trovato sotto le unghie della vittima sposta sul binario dell'archiviazione un'indagine avviata nel dicembre scorso dopo un'iniziale interpretazione accidentale sulla morte di Laura Biancalana Nulli.
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Casalinga, 62 anni, un'esistenza difficile alle spalle, rapporti conflittuali con il figlio, David Dell'Omodarme che vive accanto alla casa dove fu trovata senza vita proprio dal familiare la mattina del 9 dicembre 2015. La donna ha avuto nei giorni scorsi i funerali attesi da quasi dieci mesi e l'abitazione è stata dissequestrata. Sul tavolo del magistrato l'esito dell'autopsia del medico legale Chiara Toni e la perizia della genetista forense, Isabella Spinetti circoscrivono un perimetro all'interno del quale è possibile immaginare quello che potrebbe essere successo nell'appartamento in via Vecchia delle Vigne a Cascine di Buti. Ipotesi che restano, però, nell'alveo delle suggestioni. Difficile scrivere un capitolo finale sul caso che non sia quello dell'archiviazione per un'oggettiva impossibilità di approfondire ciò che le consulenze hanno fatto emergere. Le cause della morte non sono state accertate con assoluta sicurezza. È, comunque, un dato acquisito che la donna qualche ora prima del decesso abbia avuto una colluttazione. Ecchimosi ed escoriazioni su volto e mani possono essere legate alla morte con una ragionevole probabilità che non raggiunge, però, la certezza. Così come è alta la possibilità che sia stata soffocata. E i suoi capelli trovati nelle mani potrebbero essere spiegati con il tentativo di bloccare chi le stringeva il collo. Un litigio degenerato per uno scatto d'ira di chi era in camera dove Laura venne ritrovata stesa a terra con la testa rivolta verso il muro ai piedi del letto.
Diverse tracce di sangue della donna sul pavimento e sulle pareti. Nessun segno dei due indagati - assistiti dagli avvocati Erminia Imperio e Paola Cappiello - a livello ematico o biologico. È come se non fossero mai entrati in quella casa. Dal controllo del cellulare i carabinieri erano arrivati a isolare le conversazioni tra la casalinga e un 63enne pochi giorni prima del rinvenimento del corpo la mattina del 9 dicembre. Tra i due è stato appurato che ci fossero incontri occasionali. Ma prima ancora di poter sentire l'uomo, un incidente stradale in cui il pensionato rimase vittima privò gli investigatori di un teste destinato con ogni probabilità a trasformarsi in indagato. Dalla consulenza della genetista forense Spinetti c'è un elemento che avrebbe potuto spingere gli inquirenti verso una pista a cui dare credito. Sotto il ritaglio di un'unghia della donna c'era materiale organico compatibile con il Dna dell'uomo deceduto. Si parla di profili genetici identici. E solo per l'incidente mortale, con relativa autopsia sul 64enne, che gli investigatori hanno potuto disporre del Dna di uno dei frequentatori della casalinga. Quello che aveva lasciato una parte di sé sotto un'unghia della donna. A distanza di quasi un anno dalla morte, resta il giallo sulla fine di Laura Biancalana Nulli. E chi avrebbe potuto parlare l'ha seguita dopo qualche giorno.
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