Il Tirreno

Pisa

La realtà virtuale sale sul palco e diventa spettacolo

di Sharon Braithwaite
La realtà virtuale sale sul palco e diventa spettacolo

La tecnologia entra a far parte delle esperienze teatrali Tante le applicazioni: entro un anno il primo lavoro in 3d

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PISA. Proiettare in 3d al teatro Verdi uno spettacolo registrato al National Theatre di Londra e far immergere lo spettatore pisano in una scenografia d'oltremanica. Spiegare un personaggio allo studente di teatro, facendogli indossare un sensore che gli fa rivivere l'interpretazione di un attore professionista. Sono solo alcuni degli scenari resi possibili dalla tecnologia creata dal laboratorio di robotica percettiva dell'istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Superiore Sant'Anna, un centro all'avanguardia che festeggia 25 anni di attività. Da un anno l'istituto collabora con l'Accademia teatrale di Firenze, per utilizzare le tecnologie immersive di ambienti virtuali e di realtà aumentata nella formazione in campo teatrale, con una metodologia innovativa. Ieri il direttore dell'istituto TeCIP Massimo Bergamasco, il coordinatore del gruppo "Arte, cultura, educazione" del laboratorio, Marcello Carrozzino, e il direttore dell'Accademia fiorentina Pietro Bartolini hanno presentato al pubblico la prima performance teatrale in realtà virtuale. L'attrice Chiara Martini ha eseguito il "poema dello spazio" di Maria Ginanni, autrice futurista degli anni Venti, in un palcoscenico con scenografie tridimensionali e virtuali. Lo spettatore, indossando appositi occhiali 3d, vive lo spettacolo in maniera del tutto inedita: è immerso in uno spazio in evoluzione e può interagire con gli attori. «Si vuole sfruttare tutte le possibilità interattive tra ambiente virtuale e uomo, per quanto riguarda la percezione che l'attore ha di se stesso ma anche dell'altro», spiega Bergamasco». «La realtà virtuale è uno dei temi di ricerca del laboratorio di robotica percettiva e ha una lunga tradizione nella conservazione e comunicazione del patrimonio culturale tangibile, come monumenti e siti archeologici - dice Carrozzino -. È interessante applicarla anche al patrimonio culturale intangibile, per catturare e trasmettere l'essenza dei movimenti di un artigiano o delle arti performative, fornendo il contesto della rappresentazione teatrale, con scenografie virtuali e dinamiche. È anche uno strumento pedagogico per gli attori».

La scenografia dello spettacolo è la galleria virtuale del Museo delle Pure Forme, un percorso multimediale finanziato dalla Comunità Europea nel 2005 e presente al museo dell'Opera di Pisa.

«Il progetto fu coordinato da Bergamasco e ha portato alla realizzazione di una galleria virtuale di sculture di cui abbiamo visto solo la rappresentazione visiva, ma che nel progetto completo era possibile toccare con l'ausilio di interfacce robotiche speciali», aggiunge Carrozzino.«Le tecnologie dell'istituto TeCIP permetteranno di collaborare a livello internazionale utilizzando sistemi immersivi, in cui attori presenti in diverse città europee, guidati da un regista in un'altra città, possono virtualmente lavorare insieme all'interno dello stesso spazio virtuale, pur essendo fisicamente in posti diversi - dice Bartolini -. L'obiettivo è realizzare entro un anno uno spettacolo interamente in 3d».

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