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La mamma dorme, bimba sola all’uscita di scuola
Dopo averla attesa invano per un’ora e mezzo, custode e insegnante hanno provato a telefonarle ma inutilmente. Allora è stata chiamata la polizia
PISA. Lei, la piccola alunna, era rimasta da sola a scuola dopo la fine delle lezioni nel pomeriggio. La mamma si era addormentata dimenticandosi di andare a riprenderla. Loro, insegnante e custode di una elementare, hanno risolto il caso chiamando la polizia. E così una volante della questura si è "trasformata" per l'occasione in uno scuolabus personale. Bimba riportata a casa, qualche richiesta di spiegazioni alla mamma per una storia con finale da scampato pericolo.
La cronaca dell'appuntamento mancato inizia intorno alle 16.30. La bimba vede i suoi compagni di classe uscire dalla scuola uno dopo l'altro. L'orario del rientro pomeridiano si è concluso. Fuori ci sono mamme e papà ad attendere i figli. E lei niente, sola. Il tempo passa e nessuno si ricorda della bambina di un plesso elementare nell'immediata periferia popolare. Solo un'insegnante e il custode del plesso rimangono con la piccola in attesa di un arrivo che non si materializza con le forme della madre. Che non si presenterà proprio. Provano a chiamarla al cellulare. Staccato. Le lancette dell'orologio scorrono sospese tra la preoccupazione per quello che può essere accaduto alla donna e la speranza che si tratti di un contrattempo superabile. Nel dubbio, come ultimo approdo, la maestra decide di chiamare la polizia. Sono circa le 18. Un'ora e mezzo di ritardo è qualcosa di più di un imprevisto momentaneo. Il timore cresce e la soluzione di affidarsi alla polizia si rivela azzeccata. Gli agenti arrivano a scuola. La bimba non è particolarmente preoccupata. L'insegnante dà l'indirizzo di casa dell'alunna e un'altra volante si porta al domicilio della donna, sempre a Pisa. La trovano nell'appartamento. Alla sorpresa per l'arrivo della polizia, che le chiarisce subito il motivo di una presenza quasi mai augurabile, accompagna una prima spiegazione del ritardo: «Mi sono sentita male, non ce l'ho fatta ad andare a scuola». Non convince molto, anche perché avrebbe potuto telefonare alle insegnanti per informarle del problema. Nel frattempo, la piccina, con un poliziotto a farle da autista, viene riportata a casa. Alla fine la mamma cede e “confessa”: «Mi ero addormentata e non ho sentito la sveglia». Della vicenda è stata informata la scuola e non è escluso che la dimenticanza possa provocare qualcosa di più formale di un rimbrotto spontaneo per una distrazione che ha costretto la polizia a fare anche un servizio di scuolabus.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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