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I cassonetti interrati fanno affiorare antiche mura pisane
PISA. Sono ritrovamenti di straordinario valore quelli portati alla luce grazie agli scavi condotti in città per realizzare le isole ecologiche interrate. La messa a punto di un sistema di raccolta...
PISA. Sono ritrovamenti di straordinario valore quelli portati alla luce grazie agli scavi condotti in città per realizzare le isole ecologiche interrate. La messa a punto di un sistema di raccolta dei rifiuti moderno ha, quasi paradossalmente, condotto gli addetti ai lavori alla scoperta di reperti archeologici di epoca romana e medievale che rappresentano tasselli significativi per la ricostruzione della storia pisana.
«Il ritrovamento più sensazionale è senz'altro quello di via Cardinale Maffi, dove abbiamo rinvenuto i resti delle mura tardoantiche di Pisa», ha spiegato il dottor Antonio Alberti, responsabile della squadra di archeologi professionisti che, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, ha supervisionato i lavori effettuati dalla ditta Avr e diretti dalla Pisamo.
La presenza di queste mura, che si pensano risalenti all'Alto Medioevo, più o meno intorno al sesto secolo, era stata infatti ipotizzata da numerosi studiosi pisani, nonostante non fosse mai stato ritrovato alcun reperto che ne testimoniasse l'esistenza.
«Gli studi ne approfondiranno meglio la datazione - ha continuato l'archeologo - ma la scoperta è sufficiente per attestare la potenza di cui Pisa godeva a quell'epoca, quando avere delle mura comportava un impegno finanziario non indifferente».
Sempre in via Cardinale Maffi, a poca distanza dai resti delle mura tardo antiche, i lavori hanno riportato in superficie anche un'«affascinante» domus di epoca romana, seguita da un'altra in via Capponi.
Tra gli altri reperti degni di nota, rinvenute poi anche porzioni di edifici religiosi in via Roma e in piazza San Felice, oltre ad un chiostro medievale in piazza San Sepolcro «legato probabilmente alla presenza dell'ospedale e della chiesa di San Sepolcro di fine XII secolo».
Per il resto, operai ed archeologi si sono imbattuti in tombe di epoca romana, case con torri medievali, edifici religiosi come quello di San Lorenzo in Pellicceria, strade e piazze di epoca medievale e rinascimentale e infrastrutture come le opere idrauliche del fosso del Mulino. I lavori per realizzare le isole ecologiche interrate sono iniziati ad agosto 2015 e hanno condotto a ben 27 scavi di notevole profondità (circa tre metri), di cui 5 sono stati chiusi per non intaccare le antiche strutture ritrovate. In totale sono dunque 22 i cassonetti completati, a cui mancano solo le rifiniture dell'ultima postazione. «A causa della delicatezza degli interventi in seguito alle scoperte archeologiche, i tempi dei lavori si sono un po' allungati - ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli - ma ne è sicuramente valsa la pena».
«Credo che alla base del futuro della città ci sia la sua storia», ha commentato il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il quale ha esternato il proprio interesse a cooperare con la Soprintendenza e con i ricercatori per il lavoro di approfondimento e di divulgazione dei reperti ritrovati: «Sono contento - ha detto - che si possa fare questa presentazione e che si possa mettere a disposizione degli studiosi prima e dei cittadini poi quanto più materiale possibile per aggiungere una tessera nuova ad un mosaico in perenne sviluppo».
Da parte sua, il soprintendente di Pisa, Andrea Muzzi, ha annunciato «diverse possibilità per l'esposizione di alcuni dei ritrovamenti, come quella del prossimo salone di arte e restauro che si terrà a Firenze i primi di novembre».
Enza Chiappone
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