Meteo
Nesti, processo sprint per le accuse del pm di tentata estorsione
Sì al rito abbreviato. All’imprenditore contestate le minacce contro l’installatore del forziere dove sparirono 300mila euro
PISA. Vogliono un processo rapido evitando il dibattimento in aula. E così hanno scelto il giudizio abbreviato, rito alternativo che consente la valutazione degli imputati solo sulla base degli atti, l’imprenditore Giovanni Nesti e un suo collaboratore, Giovanni Calarco, accusati dalla Procura (pm Antonio Giaconi) di tentata estorsione ai danni di un fabbro.
La sentenza del gup, Giulio Cesare Cipolletta nei confronti di Nesti, 48 anni, di Pontedera, titolare di autosaloni anche a Pisa e Calarco, 33 anni, residente in città, è prevista per febbraio. Ieri si è costituita la parte civile, l’artigiano che, a sua volta, era stato denunciato (ma la Procura ha chiesto l’archiviazione) per furto da Nesti. L’imprenditore sostiene di essere stato derubato di almeno 300mila euro dalla cassaforte installata in casa della mamma a Pontedera durante lavori di ristrutturazione. E, dopo aver, individuato il presunto autore del furto per due volte, secondo l'accusa, lo avrebbe affrontato per "convincerlo" a restituire i soldi. Un'attività di persuasione ritenuta un po' troppo brusca che si è tradotta nella richiesta di rinvio a giudizio per tentata estorsione. «Lui l'ha installata e solo lui può averla aperta visto che non c'erano segni di effrazione» è la tesi del derubato. «Basta andare su Internet e ci sono video in cui si spiega come aprire i forzieri» si era difeso l'artigiano in un'intervista al Tirreno.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
