Il presidio
Nessun sequestro di grano all’interno del Consorzio Agrario
PISA. «Il grano presente nei depositi del Consorzio Agrario Provinciale di Pisa non è stato oggetto di alcun sequestro. Il Consorzio, attenendosi alla normativa, utilizza solo ed esclusivamente...
PISA. «Il grano presente nei depositi del Consorzio Agrario Provinciale di Pisa non è stato oggetto di alcun sequestro. Il Consorzio, attenendosi alla normativa, utilizza solo ed esclusivamente grano ed altri generi alimentari assolutamente rispettosi dei livelli di concentrazioni previsti dalla legge».
Il Consorzio Agrario chiarisce e rettifica che, contrariamente a quanto riportato nell’edizione dell’8 ottobre scorso, «la Guardia di finanza non si è mai presentata nei locali in via Aurelia per acquisire e ancor meno sequestrare il grano ivi depositato» si legge in una nota. L’inchiesta, nella quale il Consorzio è estraneo come riportato anche nell’articolo dell’8 ottobre, è quella dello spandimento dei fanghi ritenuti inquinanti in alcuni terreni della Valdera. Terreni nei quali era stato coltivato anche il grano. A proposito delle indagini sarebbe stata confermata la presenza di idrocarburi ben oltre i limiti previsti dalla legge, sia nel 'pulper' (gli scarti industriali delle cartiere), sia nei fanghi riversati in terreni di aziende agricole poi adibiti a coltivazioni di grano. Questi, secondo quanto si apprende, i primi risultati delle analisi chieste all'Arpat e a due laboratori delle province di Lucca e Venezia, dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta che il 13 settembre scorso portò all'esecuzione di sei misure di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di altrettanti imprenditori accusati di aver smaltito in modo illegale, fin dal 2013, oltre 80.000 tonnellate di rifiuti. Oltre ai sei imprenditori arrestati, cinque toscani e un veneto, altre otto persone vennero raggiunte da altre misure interdittive e, complessivamente, 31 persone furono indagate. Secondo quanto appreso, senza essere trattati i rifiuti delle cartiere non potevano essere smaltiti n dispersi nell'ambiente dopo essere stati inceneriti, così come i fanghi non potevano essere sparsi nei terreni agricoli: le prime analisi avrebbero confermato che non rispettavano neppure i parametri Doc (sulla concentrazione del carbonio organico disciolto) previsti dalla legge. Le analisi dovrebbero essere completate nelle prossime settimane. Tra le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, dal pm della Dda di Firenze Giulio Monferini, ci sono quelle di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di un ente pubblico e falsità ideologica.
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