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Caserme, intesa raggiunta La ministra: «Tempi brevi»
Curtatone e Montanara e Artale passeranno dalla Difesa al Comune e saranno trasformate ad uso civile. Alla Bechi Luserna resteranno invece i militari
PISA. «L'intesa è stata praticamente raggiunta».
Parlare di atto finale è forse ancora presto. L'accelerata, da tempo attesa, da parte del Ministero potrebbe però finalmente concretizzare il progetto caserme. O, almeno, quello che resta del piano di partenza. La sua attuazione passa dalla sottoscrizione di quella bozza dell'accordo di programma che Palazzo Gambacorti ancora attende di ricevere (firmata) dal Ministero della Difesa dallo scorso maggio, quando negli uffici della ministra Roberta Pinotti arrivò dal Demanio l'aggiornamento del progetto che, almeno inizialmente, avrebbe dovuto restituire alla città tre caserme (Bechi Luserna, Curtatone e Montanara e Artale) in cambio della costruzione di una struttura in zona Ospedaletto in cui riunire i tre insediamenti militari.
«I tempi saranno rapidissimi, anche perché quelle caserme stanno diventando fatiscenti ed hanno bisogno di un recupero totale, strutturale e funzionale».
Non indica date precise al Tirreno, ma la ministra Pinotti - poco prima di accomodarsi ad uno delle decine di tavoli allestiti lunedì scorso al circolo Pd di Pisanova in occasione di una cena per sostenere il Sì al referendum costituzionale di dicembre partecipata da centinaia tra militanti del partito, amministratori locali ed esponenti politici - annuncia tempi rapidissimi per licenziare la bozza di convenzione.
«Ho sentito i miei uffici, che stanno lavorando celermente su questo progetto, e mi hanno indicato tempi rapidissimi per concludere l'iter», prosegue la ministra.
Tradotto: entro poche settimane a Palazzo Gambacorti potrebbe essere consegnata la bozza di accordo sottoscritta dal Ministero. A quel punto l'approvazione da parte del Comune potrebbe, dopo anni di discussioni, modifiche ed aggiornamenti, dare il via libera alla trasformazione ad uso civile delle caserme.
«Del progetto si parla ormai da tanto tempo, addirittura da quando il sindaco Filippeschi era onorevole» prosegue la ministra Pinotti accennando un sorriso. L'ok della Difesa sembra ormai scontato. Quello del Comune potrebbe arrivare pochi giorni dopo la firma del Ministero e il piano andare finalmente in porto, ma con delle modifiche sostanziali rispetto a quello originario.
«Abbiamo rivisto il progetto per renderlo più compatibile con le esigenze del Comune e delle forze armate», aggiunge Pinotti. Nel nuovo piano non si fa più riferimento alla Bechi Luserna che, nonostante il pressing dell'amministrazione comunale per cercare di “accaparrarsi” la caserma che sorge lungo l'Aurelia per trasformarla nel nuovo terminal turistico, sarà ancora popolata dai militari del 6º Reggimento.
Alla città si apriranno invece i cancelli degli altri due ex insediamenti militari. Uno resterà di proprietà della Difesa, che con il supporto del Demanio lo convertirà ad uso civile.
La seconda caserma dovrebbe invece essere assegnata al Comune attraverso i meccanismi del federalismo demaniale, anche per compensare le spese che ha sostenuto per elaborare il progetto. Per la cui attuazione occorre una firma, quella della Difesa, che Palazzo Gambacorti attende ormai da cinque mesi.
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