Il presidio
Teseco, mobilità dietro l’angolo
Dipendenti e sindacati a colloquio con il sindaco: tra due giorni scade la cassa integrazione
PISA. C’è grossa preoccupazione. Il 27 ottobre scadranno i termini della cassa integrazione alla Teseco. E il rischio che si proceda alla messa in mobilità di tutti i dipendenti appare inevitabile.
È per questo motivo che ieri mattina, a Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa, i sindacati e una rappresentanza di lavoratori dell'azienda che opera nel settore delle bonifiche ambientali, hanno incontrato il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore alle attività produttive Giuseppe Forte. «Tutte le gare aperte dal concordato - spiega una nota dell'amministrazione comunale - sono al momento andate deserte anche se, come ha confermato l'impresa, in un ultimo incontro avuto tra le istituzioni locali e la Regione a Firenze lo scorso 21 ottobre, è emerso che ci sono diversi gruppi industriali interessati all'acquisto della parte impianti della Teseco».
«Sindaco e assessore - prosegue la nota - hanno ribadito la loro vicinanza ai lavoratori e hanno espresso la preoccupazione per il perdurare dello stallo, auspicando una soluzione per una vertenza complicata non solo dal punto di vista lavorativo considerata la rilevanza dell'azienda e il tipo di attività. L'auspicio degli enti pubblici è che l'azienda possa prendere in considerazione anche la possibilità di attuare dei contratti di solidarietà o che quantomeno una parte dei lavoratori possa rimanere in servizio mantenendo, come fatto fino a oggi dalla procedura, la continuità aziendale e, sperando in una ripresa, anche un progressivo riutilizzo dell'intera forza lavoro».
La Teseco vanta una storia industriale che parte dal 1984. Sono circa 170 i dipendenti, di cui 150 - tra amministrativi e operai - impiegati nello stabilimento pisano di Ospedaletto (e il restante tra le sedi di Trieste e Torino).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
