Il presidio
«Ora abbiamo gli anticorpi contro i concorsi truccati»
PISA. No, lui non sarà fra i confermati, assicura Paolo Ferragina. «C’è un momento in cui il ricambio è doveroso», le esperienze si chiudono ed è giusto che siano altri a provarci, dice uno dei...
PISA. No, lui non sarà fra i confermati, assicura Paolo Ferragina. «C’è un momento in cui il ricambio è doveroso», le esperienze si chiudono ed è giusto che siano altri a provarci, dice uno dei prorettori più prolifici dell’era Augello.
Perché se l’ateneo pisano ha vissuto un cambio di passo in questi anni, lo deve anche a questo informatico capace di rivoluzionare quello che in gergo i tecnici delle università chiamano il trasferimento tecnologico. Perché sotto la sua guida l’università ha dato vita a ben 40 spin-off e avviato esperienze di ricerca internazionale con moltissime realtà estere.
«Credo di sì - dice il prorettore uscente - quella di Augello è stata davvero la stagione del cambiamento, è stato complicato ma ci siamo riusciti. Abbiamo fatto della crisi un’opportunità, dando impulso all’innovazione, e non solo promuovendo la nascita di nuovi brevetti ma anche valorizzando la ricerca nei singoli laboratori, al punto da riportare l’università al centro del panorama internazionale».
Non è un caso, sottolineano in molti, che l’università di Pisa sia rimasta, insieme a Sapienza di Roma e alla Statale di Milano, fra i tre atenei italiani rimasti ai vertici del ranking internazionali di Shanghai seppur perdendo posizioni. «Il segreto di Augello? - si chiede Paolo Nello, direttore di Scienze politiche - Aver saputo efficientare la spesa in un periodo di crisi e così fare investimenti su assunzioni e edilizia, sempre ascoltando le richieste che arrivavano dai dipartimenti».
E seppure in qualche caso è apparso come un accentratore, «lo ha fatto sempre mettendosi al servizio delle istituzioni - dice Gino Santoro, che nella squadra di Augello era prorettore al personale - La sua più grande caratteristica è stata quella della condivisione, il gioco di squadra». «Per questo credo sia un grande gesto - dice Antonella Galanti, prof di pedagogia e prorettrice ai rapporti col territorio - da parte di Mancarella quello di comunicare i nomi dei prorettori solo dopo averlo fatto agli organi». Di certo, dice Marco Gesi, prof di anatomia, la cura-Augello ha creato gli «anticorpi e le armi per combattere il nepotismo e il fenomeno dei concorsi truccati» denunciati dal presidente dell’Autorità per l’anticorruzione Raffaele Cantone.
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