Il Tirreno

Pisa

“Braccialetti Rossi” parla un po’ pisano

di Sharon Braithwaite
“Braccialetti Rossi” parla un po’ pisano

L’attrice e doppiatrice Chiara Basile Fasolo ha debuttato nella terza serie della fiction Rai

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’attrice e doppiatrice pisana Chiara Basile Fasolo è approdata in Rai e ha recitato nella seconda puntata di “Braccialetti Rossi”, la serie di successo diretta da Giacomo Campiotti. Nel cast anche il sedicenne fortemarmino Nicolò Bertonelli. La 25 enne Fasolo vive da diversi anni a Roma, dove si è formata come attrice e doppiatrice all'accademia professione doppiaggio e all'accademia di recitazione Actor's Planet di Rossella Izzo. A pochi esami dalla laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione all'Università di Pisa, ha collezionato ruoli in serie tv importanti, come in “Squadra Mobile” (Canale 5), “Un Matrimonio” di Pupi Avati, “Il Tredicesimo Apostolo” di Alexis Sweet e “Anna e i cinque 2” di Franco Amurri.

Fasolo, che personaggio interpreta nella terza stagione di “Braccialetti Rossi”?

«Una giovane mamma, Luna, un ruolo completamente nuovo per me. Per entrare nella parte ho vissuto emozioni forti, impossibile rimanere indifferente davanti alle sofferenze di Luna: lasciarsi coinvolgere dal suo dolore è indispensabile per recitare questo ruolo. Nell'episodio arrivo in ospedale con mio marito: qui mi accoglie uno dei ragazzi di “Braccialetti Rossi”. Entro in sala parto e lì si capisce che il bambino sta per nascere con un difetto cardiaco, una disfunzione piuttosto grave. Deve essere operato subito. Dopo il parto, rimaniamo in attesa di sapere il risultato dell'operazione (effettuata da Pietro Baratti, interpretato dal fascinoso Giorgio Marchesi, ndr). Quando il dottore esce dalla sala operatoria, ci annuncia che è andato tutto bene ma che bisogna aspettare il giorno seguente per sapere se il piccolo ce la farà. Luna è felice del responso, ma anche in ansia; scoppia in il lacrime e abbraccia il dottore. La puntata di domenica scorsa è finita così, per sapere come andrà a finire bisogna aspettare la prossima puntata. Posso solo dire che ci sarà un bel colpo di scena».

Chi sono i ragazzi di “Braccialetti Rossi”?

«Sono dei giovani che sono in cura in ospedale perché gravemente malati. Il nastro rosso di plastica al loro polso è un segno che li contraddistingue e li unisce nella sofferenza. È un gruppo nato spontaneamente. La serie racconta come riescono ad affrontare la loro malattia, insieme, trovando l'uno nell'altro lo stimolo per andare avanti. Con loro mi sono trovata bene fin da subito, sono delle persone fantastiche. Il regista è bravissimo a dirigere una fiction su temi così delicati».

Quando sono iniziate le riprese?

«Dopo il provino l'estate scorsa, abbiamo iniziato a girare le scene ad agosto 2015 a Fasano, in Puglia, dove è ambientata la serie. Abbiamo girato al Ciasu (Centro Internazionale Alti Studi Universitari): una piccola Cinecittà, al cui interno hanno ricreato perfettamente un ospedale».

Progetti futuri?

«Ho recitato una piccola parte in “Smile Factor”, una commedia diretto da Igor Biddau che uscirà tra dicembre e gennaio 2017. Nel cast gli attori di “Aria fresca” Gaetano Gennai, Massimo Ceccherini, Katia Beni e Graziano Salvadori. Ho altri progetti in ballo in tv, ma non posso dire ancora nulla. Il 12 e il 13 novembre farò uno stage di recitazione cine-televisiva al Cinema Arsenale: un'occasione per i giovani per avvicinarsi a questo mondo. Parleremo del mondo dello spettacolo, proveremo le scene e le registreremo».

“Braccialetti Rossi”, in onda su RaiUno dal gennaio 2014 e prodotta da RaiFiction e Palomar, è la versione italiana della fiction spagnola “Polseres vermelles”, tratta dal libro di Albert Espinosa. Espinosa ha trascorso dieci anni della sua vita in ospedale a causa di un tumore: la sua dolorosa vicenda personale ha ispirato i suoi romanzi di successo e tradotti anche in italiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera