Il Tirreno

Pisa

Un ponte per superare tutte le emergenze

di Danilo Renzullo
Un ponte per superare tutte le emergenze

Maxi raduno europeo a Camp Darby: i militari Usa, italiani inglesi, francesi e norvegesi si trasformano in pontieri

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PISA. Hanno smesso gli elmetti e gli anfibi militari per indossare i caschetti protettivi e le scarpe antinfortunistiche. Per quasi una settimana, un centinaio di militari appartenenti agli eserciti italiano, statunitense, britannico, norvegese e francese, si sono trasformati in "pontieri". Si concluderà martedì prossimo la maxi esercitazione interforze per la costruzione di ponti mobili ospitata dalla base americana di Camp Darby, che vede impegnate varie forze militari della Nato con l'obiettivo di formare squadre specializzate per rispondere ad eventuali emergenze, militari e non, e rafforzare i rapporti tra i vari reparti che con le proprie delegazioni sono sbarcate mercoledì scorso nell'area logistica dell'installazione militare. Assistiti da personale esperto, i militari si sono cimentati nella costruzione di due ponti di metallo (lunghi circa 18 metri e larghi circa 4) che, in caso di emergenza, consentono di collegare rapidamente due zone, assicurando il passaggio di mezzi e persone. L'addestramento, organizzato dal dipartimento della Difesa americana in collaborazione con le forze militari Nato, è iniziato qualche settimana fa a Piacenza con la realizzazione di un collegamento sul Po e proseguito nella base statunitense che sorge tra Pisa e Livorno. «È stata necessaria una preparazione lunga e complicata, ma il risultato è stato ottimo», commenta Garry Marquez, vicecomandante dell'area logistica di Camp Darby, mentre osserva i militari e il personale civile allestire il collegamento tra due strade divise da un piccolo canale. «Un'attività molto importante - sottolinea il colonnello Daniele Bajata, comandante del 2° reggimento Genio Pontieri di Piacenza -. Per la prima volta i soldati italiani partecipano ad un'esercitazione per la costruzione di questo tipo di ponte. Una bellissima esperienza che vede sul campo squadre miste pronte ad intervenire per far fronte a qualsiasi tipo di emergenza». Che può presentarsi in scenari bellici, ma soprattutto in caso di calamità naturali o in altri scenari in cui si rende fondamentale il passaggio di uomini e mezzi seppur in presenza di un collegamento viario crollato o danneggiato. Il ponte, già usato dall'esercito statunitense, risulta molto più resistente e facile da allestire di quelli utilizzati in Italia e in Europa. A seconda della lunghezza può essere montato anche nel giro di poche ore e può resistere al passaggio dei più pesanti carichi militari (ad esempio un camion che trasporta un carro armato) e permettere la ricostruzione in tempi rapidissimi di una strada crollata a seguito di un bombardamento, un'alluvione o un terremoto. «La comunità di Camp Darby è sempre felice di organizzare addestramenti finalizzati alla pubblica sicurezza - conclude Renato Vaira, comandante italiano della base -. Questa esercitazione è l'occasione per incrementare i rapporti tra le varie forze militari, ma soprattutto un'opportunità per rafforzare la capacità di operare in modo congiunto».

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