Il presidio
Ucc-Prc: c’è poca trasparenza nei dati di bilancio
PISA. «Mancanza di trasparenza e inadempimenti nella pubblicità degli atti, precarizzazione dei rapporti di lavoro e una modalità di gestione più privatistica che pubblica». Questi, secondo il...
PISA. «Mancanza di trasparenza e inadempimenti nella pubblicità degli atti, precarizzazione dei rapporti di lavoro e una modalità di gestione più privatistica che pubblica».
Questi, secondo il gruppo consiliare Una città in comune-Prc, «alcuni dei principali dati e fenomeni del bilancio consolidato 2015 che il consiglio comunale si appresta ad approvare».
"Un modus operandi" che «rientra all'interno di una linea politica ben precisa che il Pd sta portando avanti a livello nazionale e locale».
«Non è un caso che questi fenomeni si manifestano maggiormente in quelle società di cui il Comune detiene le maggiori quote e i cui vertici sono nominati direttamente dal sindaco - accusa il gruppo consiliare -. Il caso di Sepi o quelli della Navicelli spa per la gestione del personale sono emblematici: nel 2015 Sepi, a fronte di una riduzione del personale a tempo indeterminato, ha assunto 19 interinali, di cui 15 già in servizio con contratti a tempo determinato. Alla Navicelli spa, dove una sola unità risulta assunta a tempo indeterminato, lavorano altri con le più diverse forme di contratto: 4 lavoratori a progetto; 4 con un progetto di ricerca e altri con contratti di somministrazione. Precarizzazione dei rapporti di lavoro e riduzione dei costi del personale sono gli assi portanti delle politiche occupazionali di queste società - prosegue la forza politica -. Società come Navicelli spa e Pisamo si distinguono inoltre per mancati adempimenti in termini di trasparenza e pubblicità rispetto a quanto previsto dalle norme. Siamo quindi di fronte ad elementi sistemici che trovano responsabilità politiche di chi negli ultimi anni ha amministrato la città».
Una città in comune-Prc chiede «un'inversione di rotta» a tutto campo «sulla modalità di gestione delle società partecipate».
«Occorre - conclude il gruppo di minoranza - rendere pubblici i processi di selezione degli amministratori da nominare tramite specifici bandi, nei quali occorre prevedere condizioni di incompatibilità funzionale con tali incarichi per evitare che le nomine siano semplicemente un passaggio delle solite persone da una società all'altra».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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