Il Tirreno

Pisa

Ampliamento del forno crematorio, «Solo promesse»

di Enza Chiappone

Denuncia la società che gestisce il servizio: lavori previsti da marzo 2016. Dovevano essere già finiti, ma tutto è fermo

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PISA. Si era detto che sarebbero partiti a marzo e completati a settembre 2016 i lavori di ampliamento dell'area attorno al forno crematorio di Pietrasantina. Da tempo, infatti, la Società pisana per la cremazione chiede al Comune di Pisa la creazione di due nuovi spazi da dedicare alla commemorazione dei defunti, anche in virtù della crescita dei soci dell'associazione. Eppure, «nonostante la delibera sia stata assunta, e i soldi siano stati impegnati», per l'ennesima volta le promesse fatte dall'amministrazione comunale non sono state mantenute. La denuncia arriva proprio da Adolfo Braccini, presidente della So.Crem. pisana, l'ente che dal 1882 si occupa di tutelare le volontà testamentarie dei propri soci, cioè di coloro che scelgono la pratica funeraria della cremazione. «Un compito sempre più difficile da portare a termine - lamenta Braccini - considerato che le strutture e i servizi del Comune destinati a tale pratica non sono adeguati ad una domanda in costante crescita». Ad oggi, infatti, la So.Crem conta oltre 3200 soci all'interno della provincia pisana, mentre la percentuale delle cremazioni sul numero di decessi totali è salita al 30%. «Dopo l'apertura del nuovo forno crematorio all'interno del cimitero suburbano di Pisa, lo scorso anno, pensavamo si sarebbe ovviato anche al problema degli spazi da destinare alla commemorazione e alla dispersione delle ceneri del defunto, ma così non è stato», ha spiegato Braccini. Ad oggi, infatti, non sono ancora partiti i lavori per realizzare la promessa "Sala del commiato” un luogo laico in cui familiari e amici possano raccogliersi per porgere l'ultimo saluto al proprio caro, la cui edificazione, a detta del presidente della So.Crem, richiederebbe una spesa di poco conto: «basterebbe adeguare lo spazio lasciato libero dal vecchio impianto crematorio». L'altra inadempienza dell'amministrazione riguarda il "Giardino della memoria", un prato in cui spargere le ceneri. Per Braccini «punto ancora più dolente, considerato che circa 5 anni fa l'architetto Mariotti, membro del consiglio direttivo della società, offrì al Comune un progetto e la sua realizzazione». Ma anche qui, niente di fatto. A Pisa, fa presente Braccini, nonostante la legge lo consenta, è vietato farlo in campagna. L'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli fa il punto della situazione: «Più motivi hanno causato i ritardi. Adesso l'impegno è fare quello che giustamente ci chiedono. Nello specifico il regolamento comunale, che serve ad individuare le aree per la dispersione delle ceneri, è pronto e sarà discusso nella commissione consiliare entro fine mese.A fine ottobre sarà pronta anche la determina. Significa bando per i lavori entro fine anno».

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