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Tra farina, pala e forno Antonio Pio non ha rivali
Campanella, 25 anni, del Ristopizza L’Arciere di via dei Facchini ha conquistato il titolo di vicecampione mondiale nella categoria della pizza senza glutine
PISA. Ha solo 25 anni ma ha conquistato titoli a non finire Antonio Pio Campanella, giovane pizzaiolo lucano residente da un paio d'anni a Pisa, dove lavora nel locale acquisito nel 2015 dalla sua famiglia. L'ultimo è quello di vicecampione mondiale alla World Cup 2016 di Roma, conquistato qualche settimana fa nella categoria della pizza senza glutine. D'altronde, tra farina, pala e forno a legna Antonio ci è cresciuto, essendo il padre, Pietro, un pizzaiolo con alle spalle oltre quarant'anni d'esperienza, che prima di sbarcare a Pisa ha gestito vari locali nel sud d'Italia. Fare la pizza è stata dunque, inevitabilmente, una delle prime cose che Sciscio, come lo chiamano gli amici, ha imparato, il mestiere che esercita sin da quando era adolescente. Poi è arrivata la "smania" delle competizioni. «Ho iniziato il 27 maggio 2014, partecipando al mondiale di Parma, poi Nocera, e da lì in poi non ho più smesso». In soli due anni si condensano, infatti, tantissime vittorie: Antonio è arrivato terzo all'European Cup di Marina di Lesina, si è aggiudicato il quarto e sesto posto al mondiale di Napoli nelle categorie "Gluten free" e "Pizza pala" e al Sesto campionato toscano di pizza classica è salito sul podio in tre diverse categorie. Ma, soprattutto, il giovane lucano ha raggiunto il guinness mondiale per aver realizzato, insieme al suo team napoletano, la pizza più lunga del mondo. «Quello ufficiale», puntualizza con orgoglio. A coronamento di tanti traguardi è arrivato, recentemente, anche il secondo posto nella World Cup tenutasi gli scorsi 4 e 5 ottobre al PalaCavicchi di Roma, dove soli cinque punti lo hanno separato dal titolo di campione del mondo. Ma Sciscio è tutt'altro che deluso: «Sono competizioni con in media 400-500 partecipanti, dove a giudicare è una giuria di esperti di fama mondiale. Raggiungere il podio è stata per me una grandissima soddisfazione», ha infatti commentato il vicecampione mondiale proveniente da Rionero in Vulture, paese in provincia di Potenza, che a Pisa, «la città che mi ha accolto e che giorno dopo giorno sento sempre più mia», ha dedicato quest'ultima vittoria tramite un post sul suo profilo Facebook. La ricetta del successo mette insieme la leggerezza dell'impasto "gluten free", lavorato con il 100% d'idratazione e lasciato a lievitare per circa 48 ore, e ingredienti di qualità. Nel caso di Roma, per conquistare la giuria con la sua pizza, Antonio ha usato fior di latte e datterini gialli campani, crema di pistacchio di Bronte, mortadella igp e stracciatella pugliese con panna, ma il consiglio che il pluripremiato pizzaiolo rivolge ai clienti di una nuova pizzeria è quello di «sondare il terreno partendo dalla classica "Margherita", per assaggiare al meglio l'impasto e i prodotti principali. Io utilizzo sempre ingredienti campani e di qualità - ha spiegato - guadagni di meno sul prodotto finale ma verrai apprezzato di più».
Dopo la seconda posizione ad un mondiale, nonostante le pareti del locale di famiglia (il Ristopizza L'Arciere, in via dei Facchini 18) siano letteralmente tappezzate di titoli e medaglie, Antonio non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Il sogno è quello di partecipare alla World Cup di Las Vegas, ma - precisa con sincera umiltà - è ancora troppo presto».
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