Il presidio
Studente colpito da un calcinaccio
Il dirigente scolastico dell’Itis Da Vinci chiude le due palestre «Prima di tutto la sicurezza». L’episodio durante una lezione
PISA. Piovono calcinacci in una delle palestre dell’Itis “Da Vinci”. E il dirigente scolastico, sospirando per lo scampato pericolo - nessuno si è fatto male - decide di chiudere gli spazi dove gli oltre 800 iscritti fanno educazione fisica. O meglio facevano perché nessuno può dire con ragionevole certezza quando ragazzi e ragazze torneranno nelle loro palestre.
«La sicurezza prima di tutto» anticipa l’ingegner Fortunato Nardelli, preside di Itis e Fascetti, prima di affrontare l’argomento delle condizioni di quel microcosmo particolare e vulnerabile che è una scuola..
Una struttura che mostra tutti gli anni che ha e che, soprattutto, mette in evidenza la mancata manutenzione di cui ora studenti e insegnanti pagano le conseguenze con la presenza di piccoli cantieri aperti dalla Provincia. Rammendi che servono a tamponare le lacune più marcate.
Le uniche risposte possibili per non tirare avanti recuperando ambienti decorosi per tutti, dagli iscritti al personale docente e non.
L’altro giorno l’episodio della caduta di un calcinaccio che ha colpito uno studente, senza provocare conseguenze tali da dover andare al pronto soccorso, ha indotto il dirigente scolastico ad adottare la scelta più drastica: chiudere le due palestre contigue, unite anche nel bisogno di una rimessa in sesto.
«Il calcinaccio ha preso un ragazzo sulla schiena – spiega Nardelli –. Il pezzo si è staccato da una intercapedine. Nulla di grave, ma è evidente che sono cose che non devono succedere. Da oggi (ieri, ndr) le palestre sono chiuse. Aspettiamo che la Provincia, con le difficoltà economiche che tutti conosciamo, metta mano all’intervento di ripristino della sicurezza.È la copertura il problema più serio degli impianti. Dalla fine di agosto, primi di settembre, la Provincia sta intervenendo per ristrutturare alcune porzioni del complesso, come le pensiline. Ho chiuso le palestre per consentire i controlli dei tecnici».
Nel marzo 2015 la guaina che copre il tetto della palestra volò via (nella foto sopra). Un distacco per il forte vento che scoperchiò l’immobile privandolo di almeno 250 mq di materiale impermeabilizzante. Sintomo di un malessere che nel tempo è diventato cronico al punto da chiudere a doppia mandata le porte di quegli spazi dove gli studenti anziché fare sport rischierebbero di diventare i bersagli di quello che può cadere dal soffitto.
Non erano sorpresi i ragazzi quando si presentavano in palestre trovando pezzi di soffitto sul fondo. E anche gli spogliatoi non se la passano meglio. Non solo. Nella parte dedicata ai ragazzi del triennio un angolo è transennato intorno a un buco sul pavimento.
«Le palestre sono chiuse fino a nuovo ordine – prosegue il dirigente scolastico –. Già in passato lo stop era stato dato per permettere l’esecuzione di interventi di messa a norma. Sinceramente non ho un’idea sui tempi. Dobbiamo confrontarci con la Provincia».
Per gli 800 e passa iscritti al “Da Vinci” l’ora di educazione fisica da domani potrà essere impegnata in due modi: facendo attività nel campino attrezzato all’aperto o restando in classe a fare teoria.
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