Il presidio
San Rossore, voglia di ripartire
Fontanelli (Pd) annuncia la nascita di un ente unico per gestire il settore con il ministero come vigilante
PISA. Quale migliore palcoscenico dell'ippodromo di San Rossore, eccellenza della città e stella luccicante nel triste panorama dell'ippica pisana, per parlare di come uscire da questo momento in maniera concreta.
Una speranza la fornisce Enrico Tuci, coordinatore Lega ippica italiana e presidente imprenditori ippici: «Non ci manca niente per fare un'ippica eccellente. Siamo un'azienda fallita dal 2012 nelle mani di un curatore fallimentare come degli uffici del ministro che ci gestiscono dico regole semplicissime: accompagnarci nella sopravvivenza, gestendo delle risorse in maniera discutibile. Ma noi non abbiamo bisogno di questo. Tutto questo ha tolto fiducia al settore con persone che se ne vanno all'estero. La logica del non investire ha portato nella situazione nella quale siamo. Vogliamo crescere e siamo in un settore che nel mondo funziona. Da 4 anni lavoriamo ad un progetto che ha visto le aziende del settore affiancare le società di corse per rivolgerci alla politica non per chiedere soldi, ma per riqualificare questo mondo a partire dal prodotto, la corsa. È essenziale che tutti coloro che investono nell'ippica abbiano una prospettiva per camminare con le nostre gambe a partire da subito. Un sistema che sia gestito da un organismo in grado di fare l'interessi del settore (vendere corse italiane all'estero, valorizzare prodotto corsa, facendo promozione, rilanciare il totalizzatore, approfittare della scommessa a quota fissa e dare la possibilità allo scommettitore di avere un prodotto diversificato e personalizzato) può portare a produrre le risorse che servono e una distribuzione funzionali delle stesse». Presente anche il sindaco, Marco Filippeschi e il padrone di casa, Cosimo Bracci Torsi, presidente della società di gestione Alfea.
Come appassionato di questo sport e cittadino pisano, un grosso aiuto lo sta dando l'onorevole Paolo Fontanelli assieme ad altri onorevoli.
«Ho seguito la situazione con altri deputati appassionati alla situazione dell'ippica - dice Fontanelli - Abbiamo fatto le nostre pressioni perché si affrontasse seriamente la questione dopo anni di disinteresse a fronte di una crisi che si è fatta sentire fortemente e che metteva a rischio un'attività importante. Non è stato facile perché ci sono opinioni diverse nell'ambito politico e nello stesso ministero dell'agricoltura. Il disimpegno era motivato da una gestione non buona degli anni precedenti. Abbiamo spinto affinché si sviluppasse concretamente un percorso di intervento, riforma e riorganizzazione del settore che riteniamo urgente. La novità è che si è arrivati ad avere l'impegno formale ad intervenire sul tema e ci stanno lavorando. C'è una bozza di decreto che mette in moto un processo di riordino delle competenze che ha al centro la costituzione di un organismo che sia il gestore interno all'ippica, con il ministero che abbia solo un ruolo di vigilanza».
Lorenzo Vannozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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