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la denuncia

Il passo carrabile non c’è ma paga comunque la tassa

Il passo carrabile non c’è ma paga comunque la tassa

PISA. «Il Comune sta trasformando un canone arbitrario in una vera e propria tassa sui cancelli». È l’accusa che il consigliere comunale Diego Petrucci del gruppo Noi Adesso Pis@ rivolge all'amministr...

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PISA. «Il Comune sta trasformando un canone arbitrario in una vera e propria tassa sui cancelli». È l’accusa che il consigliere comunale Diego Petrucci del gruppo Noi Adesso Pis@ rivolge all'amministrazione dopo aver raccolto le lamentele di un gruppo di cittadini del Ctp 6 contattati dalla Sepi per infrazioni che ritengono di non aver commesso.

Il canone in questione è quello del passo carrabile, «una tassa arbitraria» che, se pagata, consente di impegnare un pezzo di suolo pubblico e di esercitare su di esso una serie di diritti, ovviamente previa esibizione del relativo segnale. Il problema a Pisa è sorto nel momento in cui anche chi non ha richiesto di usufruire di questo diritto, e dunque non versa alla società delle entrate il relativo canone, si è ritrovato tra le mani una notifica di accertamento d'infrazione, come è successo a molti residenti di via di Gagno e delle stradine adiacenti, oltre che a Barbaricina e a I Passi. «In parole povere - racconta Petrucci - da qualche mese il Comune ha iniziato a multare tutti i cancelli che non hanno il passo carrabile, o ad inviare la notifica bonaria di accertamento. Interpretando in modo distorto la legge si dà per scontato che chiunque abbia un cancello debba versare la tassa al Comune, pur non usufruendo dello spazio pubblico davanti ad esso o dei relativi servizi, come quello di rimozione delle auto che vi parcheggiano in corrispondenza». Il caso più eclatante? Il civico 86 di via di Gagno, i cui proprietari hanno ricevuto un avviso bonario pur non potendo, in ogni caso, usufruire del passo carrabile poiché un grosso pino di proprietà pubblica, posto proprio in prossimità del cancello («in divieto di sosta», ironizza Petrucci), blocca l'ingresso alle macchine. Altrettanto paradossale il recapito dell'accertamento di violazione a quei cittadini che abitano in vie private, «persone che puliscono e illuminano le loro strade a proprie spese». Si tratta di multe che vanno dai 500 alle migliaia di euro, in quanto non si sanziona solo la presunta infrazione al momento dell'accertamento, ma si richiedono anche gli arretrati di 5 anni: una «vera e propria mostruosità giuridica» per i consiglieri che «irritati da questa attività vessatoria» suggeriscono a chi ha ricevuto o riceverà le multe per i passi carrabili di rivolgersi ad un'associazione dei consumatori come "Il popolo dei consumatori", che ha già vinto alcuni ricorsi davanti al giudice di pace per la zona di Barbaricina.

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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