Il presidio
Uccise il marito malato grave: non era capace di intendere
PISA. Chiusa l’inchiesta sull’omicidio di Giancarlo Tolomei, il pensionato di 77 anni ucciso dalla moglie Maria Gabriella Mennucci nel letto dell’appartamento al Cep. Una tragedia familiare in cui c’...
PISA. Chiusa l’inchiesta sull’omicidio di Giancarlo Tolomei, il pensionato di 77 anni ucciso dalla moglie Maria Gabriella Mennucci nel letto dell’appartamento al Cep. Una tragedia familiare in cui c’è un responsabile, ma non un colpevole in senso criminale.
Quel delitto maturò nell’ambito di un accordo tra marito e moglie. Lui, gravemente malato di Alzheimer. Lei, decisa a porre fine allo strazio di una malattia invalidante e progressiva. Un gesto cui avrebbe dovuto seguire il suicidio della donna. Ci provò Maria Gabriella. Prima a tagliarsi le vene, poi a gettarsi dal terrazzo. Due tentativi falliti che l’hanno lasciata in vita.
L’inchiesta della squadra mobile, coordinata dal sostituto procuratore, Antonio Giaconi, è di fatto conclusa con la consulenza del medico legale, professor Marco Di Paolo e la perizia psichiatrica che ha accertato l’incapacità di intendere e di volere della donna al momento del fatto.
L’accusa è quella di omicidio del consenziente. Dal 15 aprile, giorno dell’episodio, Maria Gabriella Mennucci, 73 anni, non deve osservare particolari misure cautelari. I figli le sono vicini e, soprattutto, il fronte sanitario è il rifugio presente e futuro per la moglie di Tolomei.
La pensionata confessò quasi subito quello che era accaduto. Prima aveva sedato il marito, steso sul letto, poi con un cuscino lo aveva soffocato. Quindi aveva cercato di tagliarsi i polsi con un coltello. Non riuscendoci aveva cercato di buttarsi dal balcone. Dopo l’avviso di chiusura delle indagini ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio e poi il processo con la sentenza. Passaggi obbligati per dare una risposta giudiziaria a una tragedia privata.(p.b.)
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