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Pisa

Pisa, Petroni: "Entro la scadenza pagheremo gli stipendi"

di Andrea Chiavacci
Abodi e Petroni
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Abodi e Petroni

L'Assocalciatori: pronti a ritirare la messa in mora. Settore giovanile: incontro con Biancoforno

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PISA. Uno dei temi più delicati e con urgenza immediata è sicuramente quello degli stipendi. Lorenzo Petroni si prende l’impegno di onorare il pagamento degli stipendi. La data chiave per evitare penalizzazioni e la messa in mora da parte della squadra è il 17 ottobre. «Cercheremo di pagare entro venerdì la mensilità di luglio per non dover fare tutto all’ultimo momento. Entro il 17 sistemeremo anche agosto. Inoltre ci stiamo muovendo per saldare i dipendenti ed i rimborsi del finale della scorsa stagione».

Petroni ammette le colpe della proprietà, ma con un chiarimento: «Nell’ultimo mese e mezzo è stato difficile mantenere gli impegni richiesti dalla quotidianità perché siamo stati impegnati in una trattativa che ha creato uno scalpore assurdo. Voglio ringraziare il mister ed i calciatori, se fossi stato in loro avrei agito in egual misura».

Una volta tirato in causa, Gennaro Gattuso risponde prontamente: «Non solo i calciatori, vanno ringraziati anche i dipendenti. Loro sono l’essenza del calcio e devono essere pagati». A San Rossore Ringhio ha evidenziato le continue difficoltà della società, ma ha spiegato anche il significato della decisione importante presa dalla squadra la scorsa settimana: «La messa in mora non è una ripicca, mancano ancora due-tre mensilità della passata stagione ed i vari premi».

Detto questo Gattuso è pronto a tendere una mano a Petroni: «Se mantiene la promessa fatta oggi, la squadra non avrà problemi a ritirare la messa in mora». Ricordiamo che questo è uno strumento che i calciatori possono far valere indipendentemente dal pagamento o meno della doppia mensilità il 16 ottobre, ma se quella scadenza sarà rispettata l’indicazione che emerge è non ci saranno azioni legali. «Non è una mossa preventiva- spiega Umberto Calcagno, avvocato e vicepresidente dell’Assocalciatori - quella della squadra, ma una semplice tutela dei loro diritti che potrebbe, nel caso non si risolvessero le cose, portare alla risoluzione del contratto. Il vero motivo è proprio la percezione che oltre alla quotidianità mancano le certezze per il futuro immediato». Calcagno poi chiarisce un punto: «Il Pisa non muore il 16 ottobre. Se non saranno pagati gli stipendi ci sarà una penalizzazione, ma il campionato andrà avanti così come andranno avanti le trattative per cedere la società. Se arrivano i pagamenti alle scadenze la messa in mora sarà sanata».

Uno dei punti di scontro tra Gattuso e la società è sempre stato quello del settore giovanile. L’allenatore nerazzurro si era già arrabbiato per la vicenda del Football College e per alcune decisioni estive alla base delle sue dimissioni, infine per il fatto di aver visto che i ragazzi dell’Under 15 e Under 16 si erano allenati nei giardini alla periferia di Pisa. Gattuso ha chiesto scusa anche a Biancoforno che il tecnico nerazzurro aveva pesantemente criticato la scorsa stagione. Anche Lorenzo Petroni condivide questa linea: «Mi scuso anch’io con Biancoforno. Ho chiesto anche di parlare nuovamente con Lami per un incontro chiarificatore. In questo momento oltre a stadio e stipendi cercheremo di curare anche il settore giovanile».

Resta da risolvere il problema emerso domenica scorsa a Novarello. Abodi interviene: «Il bonifico per il ristoratore è arrivato in banca lunedì, comunque i genitori saranno rimborsati per le spese sostenute».

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