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Pisa

Tanti i No pisani raccolti da Civati

Tanti i No pisani raccolti da Civati

Il leader nazionale di Possibile fa il pieno con Gli Spettinati alla stazione Leopolda

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PISA. Renzi e i renziani devono drizzare le antenne. Il No alla riforma costituzionale da indicare sulla scheda del referendum del 4 dicembre viene urlato da più parti. In occasioni di incontri chiarificatori molto partecipati. Come quello che lunedì sera si è tenuto alla stazione Leopolda, sotto l’egida del comitato Possibile Gli Spettinati di Pisa, al quale ha preso parte il leader nazionale di Possibile, l’onorevole ex Dem Giuseppe Civati. Con lui, a spiegare le ragioni per le quali la riforma Renzi-Boschi può essere definita «pasticciata» e «affrettata», c’erano il professor Andrea Pertici, professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Pisa e autore del libro “La Costituzione spezzata”, considerato un po’ il manifesto del pensiero civatiano, e l’avvocato Eugenio Scandale, membro del comitato Gli Spettinati. È stato quest’ultimo a introdurre il dibattito sulla riforma, dopo il saluto dato ai presenti da parte di Emanuela Amendola, portavoce de Gli Spettinati.

«La riforma - ha fatto presete Pertici - non contiene nessuna semplificazione come nessuna valorizzazione dei cittadini, né attraverso i loro rappresentanti nella Camera dei deputati (unica ancora eletta a suffragio universale), né attraverso gli istituti di democrazia diretta, le cui previsioni sono piene di rinvii a leggi costituzionali, leggi ordinarie e regolamenti parlamentari. Soprattutto, però, questa revisione costituzionale non tiene conto del fatto che, come sa chi concretamente si trova a operare in Italia, il problema non è tanto quello della velocità nell’approvazione delle leggi, ma quello di avere regole chiare e attendibili: è un problema, in sostanza, di certezza del diritto, rispetto alla quale le cose sembrano peggiorare».

Pisa ha rappresentato una tappa del Tour RiCostituente promosso nel Paese dallo stesso Civati. «La Costituzione ha un valore che non può essere confuso con la tattica politica. Il fronte dei contrari è per forza di cose variegato, mentre quello del Sì è legato alla figura del premier. Quando con Possibile iniziammo il Tour RiCostituente, mi sono sentito politicamente molto isolato. Durante quest'anno abbiamo girato l'Italia con una costellazione di eventi in cui abbiamo ricostruito il percorso che ci ha portato a questa riforma costituzionale. Il Tour RiCostituente è servito a spingere i cittadini che hanno voluto seguirci a personalizzare la Costituzione e la discussione intorno ad essa. Al di là della fiction politica e del tifo da stadio dei due fronti contrapposti, abbiamo creduto fosse più importante farsi promotori di un momento di riflessione del Paese».

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