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Pisa

Primari in “gita”, manager condannato

Pietro Barghigiani
Primari in “gita”, manager condannato

Due giorni in albergo a Siena e uno all’autodromo del Mugello. L’accusa: spese inutili per convention “fuori porta”

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LIVORNO. Ai primari e ai direttori di struttura furono riservati due giorni a Siena. Per gli staff dipartimentali bastò una giornata all’autodromo del Mugello. Differenze dettate da qualifiche e incarichi.

Furono battezzate le “Giornate fuori porta” quelle convention “motivazionali” per manager e quadri dell’azienda ospedaliera di Careggi che, a distanza di sette anni, sono costate a chi le promosse una condanna della Corte dei conti a risarcire l’ospedale con circa 13mila euro. Si tratta di Edoardo Michele Majno, 60 anni, attuale direttore per la programmazione sanitaria dell'area vasta nord ovest dell’Asl. All’epoca dei fatti era direttore generale dell’azienda di Careggi.

Spese inutili per la magistratura contabile che potevano essere risparmiate se quei convegni fossero stati organizzati negli spazi, anche più capienti, a disposizione dell’Aouc.

Soprattutto la “gita” a Siena, due giorni con visite guidate e cena compresa in una contrada, sollevò l’attenzione della Procura della Corte dei conti che chiedeva 26mila euro al top manager dell’Asl. La convention senese si svolse nel gennaio 2009. Alla trasferta presero parte 119 tra primari e direttori di struttura. A giugno 2009 il secondo appuntamento all’autodromo del Mugello per gli staff dipartimentali. Fu il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Firenze a indagare su fatture e spese dell’ospedale di Careggi per le due convention con i «manager in gita».

Quando i finanzieri gli chiesero i motivi per cui aveva deciso di uscire da Careggi per le due iniziative, il dottor Majno rispose che lo «scopo era di creare coesione e partecipazione tra le varie professionalità presenti in Azienda e superare i particolarismi, per realizzare uno scopo comune: il potenziamento e la mission aziendale». E poi la scelta di Siena e del Mugello.

«Per trasmettere tali principi - era la motivazione – la direzione ha ritenuto di richiamare l'attenzione su due realtà: le 17 contrade di Siena, divise in fazioni e individualismi, ma che operano unite quando si tratta di realizzare uno scopo comune, come la conquista del Palio, e l'attività sportiva, fatta di leale competizione, ed in particolare quella delle gare automobilistiche, che trova nel circuito del Mugello un suo centro di eccellenza». A Siena in particolare i fari della Corte dei conti hanno illuminato spese ritenute illegittime nelle “Giornate fuori porta”. Era questa la dicitura delle iniziativa per motivare i vertici aziendali, sanitari e manageriali. Ai possibili partecipanti fu spedito un invito nel quale veniva spiegata la finalità della trasferta. «L'incontro è stato pensato come un'occasione per tutti coloro che dirigono strutture complesse e semplici dipartimentali all'interno di Careggi per confrontarsi su temi che riguardano la vita della nostra Azienda e che meritano di essere approfonditi. La scelta del luogo 'fuori' dalla sede di lavoro e l'organizzazione dei lavori che prevediamo, consentiranno anche di avere una serata da trascorrere insieme per rendere più piacevole l'occasione, prevedendo anche qualche sorpresa». I 119 “gitanti” furono anche seguiti da due guide turistiche per visitare la città, recandosi poi nella contrada della Giraffa dove cenarono. Le spese sostenute dall'Azienda per i due giorni senesi fu di 21mila euro e di 5.857,00 per il Mugello. La bacchettata della Corte dei conti colpisce il direttore dell’Majno sull’opportunità della scelta «tenuto conto che l'Azienda aveva la possibilità di organizzare i convegni al proprio interno, come è avvenuto, per esempio, per altre simili manifestazioni nella capiente aula magna del Centro Traumatologico Ortopedico dell'Azienda Ospedaliera Careggi, dove addirittura vengono organizzati convegni nazionali, con capienze ben superiori a quelle delle due convention. L'esistenza di tale struttura rappresenta un altro elemento, atto a connotare di gravità la condotta del direttore generale pro tempore e di dannosità della spesa».

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