Il Tirreno

Pisa

Mura, i conti non tornano Costi troppo alti

di Francesco Loi
Mura, i conti non tornano Costi troppo alti

Esperti ed imprese turistiche spiegano l’assenza di offerte: introiti sovrastimati e tanti vincoli

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PISA. Una differenza tra costi e ricavi, a favore dei primi, subito il primo anno di gestione. Così nessuno si è presentato con un’offerta al bando-flop lanciato dal Comune per dare in concessione il camminamento in quota delle antiche mura, oltre che Giardino Scotto e Bastione Sangallo. Al momento segna il passo quello che doveva essere uno dei piatti forti dell’offerta cultural-turistica della città. Almeno due raggruppamenti (cittadini), sui quattro che avevano fatto un sopralluogo prima della scadenza del bando, si erano mossi con la seria intenzione di farsi avanti. «Rischio di impresa troppo alto, per non parlare di quella fidejussione da un milione di euro: ma vi sembra possibile?», dice uno degli imprenditori che aveva manifestato interesse. Il riferimento è alla cauzione, come previsto dal bando, prestata a garanzia dell’adempimento di tutte le obbligazioni del contratto e del risarcimento danni.

Costi. Nella relazione economico-finanziaria di sintesi allegata alla documentazione del bando sono contenute le cifre che hanno spaventato i gruppi imprenditoriali inducendoli a non presentare offerte. Il piano economico finanziario, ai totali, indica come stima dei ricavi 995.783,5 euro considerando sia mura che Giardino Scotto. La stima dei costi, invece, è superiore ammontando ad un milione e 46.900,27 euro. Per i ricavi sono state valutate voci come visita (delle mura), iniziative, convegni, matrimoni, bar (riguardo al Giardino Scotto). Per i costi le voci prese in considerazione sono, ad esempio, quelle relative a personale, pulizia, vigilanza, assicurazioni, tributi. Al tirar delle somme, nelle conclusioni della relazione si legge che con un incremento medio annuo dei ricavi di circa il 2,4% e un incremento medio annuo dei costi di circa l’1,2%, il margine operativo lordo della gestione dovrebbe restituire «un risultato positivo già a partire dal secondo anno di concessione». In altre parole, si comincerebbe a vedere qualche guadagno dopo il primo anno di gestione.

Singole voci. Entrando nel dettaglio, la relazione elenca una serie di indicazioni che, evidentemente, hanno fatto la differenza (in negativo) agli occhi degli interessati. Per le mura è stato ipotizzato un impiego di 5 addetti (custodia e biglietteria) con costo annuo di circa 109mila euro. Per Giardino e bastione 9 addetti (custodia, organizzazione eventi, gestione bar e punto ristoro) con costo annuo di circa 157mila euro. E gli oneri di manutenzione? Oltre 131mila euro per le mura e quasi 82mila per Scotto e bastione.

Ricavi. Al contrario, sotto il capitolo ricavi, ecco che per la sola attività di visita delle mura la relazione ipotizza un numero di 128mila utenti annui che, con un prezzo medio del biglietto pari a 2,5 euro, darebbe un totale ricavi di quasi 320mila euro. Riguardo al Giardino Scotto e al Bastione Sangallo, si stimano entrate per 78.900 euro relativi ad iniziative socio-culturali (tra cui il cinema estivo). E poi 325mila euro da 28 matrimoni a 900 euro ciascuno, con 20 banchetti, allo Scotto. In più al bar circa 150 utenti al giorno, scontrino medio di 5 euro (ristorazione compresa) per un totale di circa 248mila euro.

Perdita di 400mila euro. «A spanne, avevo calcolato che con quel bando ci sarebbe stato un passivo di gestione di circa 400.000 mila euro all’anno. Ed infatti non si è presentato nessuno», dice un esperto del settore turistico come Roberto Guiggiani, già direttore dell’Apt di Pisa. «Il bando - aggiunge - parla di 1 milione di euro di costi e di 900mila euro di entrate. Tra queste ci sono voci chiaramente sovrastimate, la più clamorosa è quella derivante da banchetti di matrimonio. Invece le spese di personale sono sottostimate, ci vogliono ore di servizio in più». Il Comune ha già annunciato che cambierà i termini del bando. «Dovrebbe porre meno vincoli - suggerisce Guiggiani -. Orari di apertura, costi dei biglietti, servizi accessori vanno fatti decidere a chi gestisce e non per bando. Non mi puoi dire stai aperto tot ore, quando magari devo fare 3 turni di personale invece di 2. Giusto chiedere un minimo, ma poi decide chi gestisce». Con un post su Facebook, considerazioni critiche anche da Aron Chiti, che fa parte (per il settore turismo) degli organismi regionali del Pd. In un ragionamento complessivo, intervenendo sulle dichiarazioni di Guiggiani, scrive tra l’altro: a forza di «pensare che “tanto Pisa è Pisa”, ecco ora che i conti sono sempre più salati e le responsabilità ci sono eccome, lo diciamo da anni in tantissimi del settore, ora lo dicono anche altri, numeri annuali compresi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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