Il presidio
Il Tribunale si trasforma in studio di psicoanalisi
Invito del presidente Laganà alle coppie in separazione: evitate sfoghi personali. Appello anche agli avvocati a non rispondere al posto dei clienti nelle udienze
PISA. Giudici sì, psicologi no. A ciascuno il suo lavoro. Eppure c'è chi si ritrova in Tribunale per una separazione o un divorzia e pensa di dover raccontare la propria vita alla ricerca se non di un'assoluzione almeno di comprensione. Una seduta di psicanalisi con modi e luoghi, soprattutto quelli, sbagliati. Uno scambio errato di professionalità sempre più frequente che ha indotto il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà a stilare un promemoria a uso e consumo delle parti, includendo anche gli avvocati al rispetto di tempi e contenuti.
Succede, infatti, che le coppie "scoppiate" si presentino di fronte al presidente con la volontà di chiarire, ciascuno secondo la propria prospettiva, le proprie ragioni di un addio tutt'altro che pacifico. «Capitano persone che iniziano il racconto da quando erano fidanzati» spiega il dottor Laganà che ha fissato in quattro punti le regole a cui attenersi non solo per rendere l'udienza più snella, ma anche per rispettare le altre coppie. Spesso fuori dalla stanza del presidente si formano assembramenti tra ex coniugi e avvocati. Tutti in attesa del proprio turno che viene di volta in volta posticipato per la "necessità" di chi sta dentro di voler spiegare nei dettagli perché la storia è finita con le motivazioni che l'hanno fatta deragliare.
E allora il presidente, che già dispone di una memoria scritta per ogni causa iscritta a ruolo e non ha bisogno di sentirsi ripetere nei particolari le ragioni del naufragio matrimoniale, ha formalizzato con una nota le regole da seguire nel corso delle udienze. Sì, quelle udienze «spesso appesantite da una verbosità eccessiva delle parti, con tempi oggettivamente lunghi per chi ancora è in attesa di essere chiamato a rendere le proprie dichiarazioni» ricorda il dottor Laganà. Il presidente ricorda a coppie e avvocati «che la comparizione dei coniugi non costituisce una seduta psicoanalitica, né l'occasione di uno sfogo personale, ma un necessario chiarimento dei provvedimenti urgenti presidenziali che non sia già stato esposto in ricorso o in comparsa di costituzione». Il suggerimento dato è che le parti dovranno «in maniera concisa rispondere alle domande che il presidente riterrà loro rivolgere senza divagazioni o aggiunte di temi non rilevanti».
Non solo. «Il tempo necessario per la loro audizione non potrà ordinariamente superare i quindici minuti - nel rispetto delle altre parti in attesa - e salva discrezionale decisione del presidente in casi eccezionali - prosegue - per cui eventuali inutili digressioni saranno a discapito delle parti che non si sono attenute alle regole illustrate». C'è poi la parte anche dei legali che intervengono in nome e per conto dei clienti. Quasi una sostituzione di persona che non va bene. «Gli avvocati non potranno rispondere in vece delle parti e potranno intervenire nel loro ascolto solo per chiarimenti e per ragioni di carattere giuridico processuale» sottolinea il dottor Laganà.
Secondo i dati contenuti nell'ultima relazione sull'attività del Tribunale le separazioni consensuali pendenti iniziali erano 118, sopravvenute 441 e definite 451 con una pendenza finale 108. Le separazioni giudiziali iniziali 301, sopravvenute 173, esaurite 126, pendenti finali 348. Divorzi giudiziali iniziali 210, sopravvenuti 114, esauriti 131 e pendenti finali 193. I divorzi congiunti iniziali 53, sopravvenuti 284, esauriti 305 e pendenti finali 32.
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