Il presidio
In trecento abbracciano San Paolo a Ripa d’Arno
PISA. Unicoop Firenze abbraccia la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, a sei mesi dal lancio della campagna per il restauro del "duomo vecchio". Circa 300 persone hanno partecipato alla passeggiata...
PISA. Unicoop Firenze abbraccia la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, a sei mesi dal lancio della campagna per il restauro del "duomo vecchio". Circa 300 persone hanno partecipato alla passeggiata che da Logge dei Banchi è terminata nel piazzale antistante la chiesa, chiusa dal gennaio 2012 per gravi problemi strutturali e a tutela dell'incolumità pubblica. Unicoop finora ha raccolto ben 100.000 euro, di cui un terzo tramite la piattaforma di crowdfunding Eppela: sono arrivate donazioni dal Sud America, con il testa il Brasile, seguito da Argentina e Messico; tra i Paesi europei, Svizzera e Austria hanno registrato il maggior numero di accessi. In Italia, oltre che a Pisa e in Toscana, l'attenzione si è focalizzata nelle principali città, soprattutto a Milano e a Roma: segno che questo monumento è molto caro ai pisani e non solo. Fino al 31 ottobre 2016 è possibile contribuire alla campagna con almeno 5 euro o 500 punti della carta socio Coop.
L'iniziativa gode della collaborazione dell'arcidiocesi di Pisa, la locale sezione soci Coop e numerose associazioni del territorio. L'abbraccio di ieri è stato l'occasione per fare il punto dei lavori, la cui fine è prevista per marzo 2018, salvo imprevisti legati al complesso e delicato restauro di questo bene storico. Ad oggi sono stati effettuati i consolidamenti della parete sud ed è stata quasi del tutto completata la copertura della navata laterale sud. «Le problematiche oggetto degli interventi non sono imputabili al terreno di fondazione, che anzi è apparso molto buono - affermano gli ingegneri Claudio Barandoni e Loriano Crecchi, progettisti dei lavori -. I problemi sono l'inclinazione e lo stato della parete sud verso l'Arno, interessata anche dal bombardamento dell'agosto dell'agosto 1943, (quando una bomba cadde nella chiesa senza esplodere ma provocando seri danni) e ricostruita in maniera molto grossolana; il degrado delle strutture lignee (che andranno sostituite integralmente); la cupola da consolidare».
Gli interventi rispettano le caratteristiche proprie dell'edificio monumentale e prevedono il consolidamento delle strutture murarie, il collegamento delle murature, l'incatenamento delle navate laterali e la ricostruzione della coperture; l'inserimento di presidi antisismici e di contrasto ai movimenti orizzontali, e infine, interventi di consolidamento localizzato su colonne e capitelli. «I muri hanno notevoli vuoti all'interno che sono stati riempiti con una malta a base di calce, compatibile con i materiali che compongono i muri stessi», precisa Crecchi Sharon Braithwaite
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