Meteo
Prefetto e questore convocati a Roma dalla commissione
Sul fenomeno dei minori stranieri “abbandonati” Visconti e Francini saranno ascoltati in un’audizione
PISA. Il fenomeno non è solo pisano. È nazionale, ma i dati che riguardano la nostra provincia e che sono stati al centro di un’inchiesta pubblicata ieri dal Tirreno sono decisamente preoccupanti. Sui minori stranieri abbandonati, ai quali Stato e Comuni (attraverso la Società della Salute) sono obbligati a garantire accoglienza e assistenza (da 80 a 125 euro la retta giornaliera), l’allarme rosso suona anche a Roma. Le cifre da noi riportate hanno colpito l’onorevole Federico Gelli, pisano, che lo scorso febbraio è stato eletto presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e identificazione dei migranti. In questo ruolo, Gelli si muoverà presto per acquisire una fotografia della realtà di Pisa e dintorni, anche perché i dati che ha letto sul Tirreno non erano finora stati portati a sua conoscenza.
«Convocherò al più presto ad un’audizione della Commissione d’inchiesta - afferma il deputato Dem - il prefetto Attilio Visconti e il questore Alberto Francini, perché ci facciano un resoconto aggiornato della situazione pisana».
Sulla base dei numeri in possesso dell’onorevole Gelli, allo scorso 15 settembre erano ben 18.564 i minori stranieri non accompagnati, in rilevante crescita rispetto al 2015 (12.360). Di questi, quasi il 54 per cento ha diciassette anni. E non è un caso, dal momento che dietro a questi abbandoni si pensa vi sia un autentico business incentrato su una precisa strategia orchestrata da chi vuole ottenere le agevolazioni del welfare italiano. La legge attuale, infatti, prevede che debbano essere i Comuni a farsi carico di vitto, alloggio ed educazione scolastica dei minori stranieri non accompagnati che si presentano alle forze dell’ordine oppure ai servizi sociali. È fin troppo facile pensare all’esistenza di qualche meccanismo che permetta di far ottenere a questi stessi minori, a costo zero per la famiglia d’origine, il completo mantenimento e un elevato standard educativo fino al compimento dei 18 anni, oltre a facilitazioni per avere il permesso di soggiorno e per entrare nel mondo del lavoro. E, infine, come ultimo obiettivo, una volta ottenuta la cittadinanza, il ricongiugimento familiare coi genitori nel nostro Paese.
«La commissione che presiedo - riprende l’onorevole Federico Gelli - sta svolgendo un filone d’attività proprio su questo fronte, quello dei minori non accompagnati (che non necessariamente devono essere profughi) e dei settori più fragili. Abbiamo infatti costituito un gruppo di lavoro che svolge un continuo monitoraggio in tutta Italia. Insieme all’onorevole Zampa stiamo poi lavorando alla predisposizione di un disegno di legge che disciplini proprio la normativa dei minori stranieri non accompagnati. Attualmente, infatti, la legge prende in considerazione solamente gli italiani ed ecco perché i servizi sociali dei Comuni sono ingolfati con gli stranieri. Il fenomeno, quindi, deve essere governato in modo diverso. Con la dottoressa Caprara della struttura “Dimissione per minori stranieri non accompagnati” del Ministero dell’Interno stiamo inoltre finanziando un apposito bando per la ricerca di centri specializzati che possano accogliere questi soggetti, proprio per cercare di “scaricare” di responsabilità e competenze i Comuni. Penso proprio che entro la fine dell’anno saremo in grado di presentare a governo e Parlamento delle proposte operative per arginare il fenomeno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
