Il Tirreno

Pisa

Migranti raddoppiati in un anno

Sono 1.052 quelli presenti in provincia e da oggi fino a domenica ne arrivano 78

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PISA. Solo due Comuni “inospitali”, 92 centri di accoglienza in tutta la provincia, quaranta in più di quelli disponibili sul territorio un anno fa, e soprattutto ospitalità offerta al doppio dei richiedenti asilo. Numeri così non si sono mai visti, eppure non c'è mai stato così tanto bisogno di strutture perché l’emergenza migranti ha raggiunto livelli senza precedenti e ora si teme addirittura che la rete dell’accoglienza possa collassare. A metterla in crisi proprio l’ondata di salvataggi andata inscena nel Canale di Sicilia negli ultimi giorni. Dall’inizio della settimana i cargo di Frontex hanno soccorso in mare 11mila persone, più di tutte quelle ospitate in questi momento dalla Toscana, a cui tocca il 6% delle quote. Circa 660 persone sono attese in Toscana di qui a metà della prossima settimana. Numeri chiari anche per Pisa. Perché lo schema delle quote assegna alla nostra provincia il 12% del totale regionale. Così, se negli ultimi giorni Pisa e provincia hanno dovuto trovare un posto a 44 migranti rispondendo a una mole di flussi standard, da ieri i ritmi sono cambiati: 38 sono giunti in un solo giorno nella struttura “volano” di San Giuliano Terme, altri 12 sono attesi per oggi e 28 sono attesi entro il fine settimana. Un guaio, perché i dati sui flussi parlano chiaro: l’anno scorso, ad agosto, si raggiunse quota 500 profughi in una sessantina di strutture della provincia, adesso siamo a 1.052 richiedenti distribuiti in 92 centri, 208 a Pisa, 255 a San Giuliano. E non esiste quasi più il fenomeno dei Comuni “riluttanti”. O quantomeno, non sulla carta. Quasi tutto ormai hanno contribuito ad allargare la rete, chi con appartamenti, chi con edifici più capienti: di 37 Comuni 35 ospitano qualcuno. Restano fuori Orciano Pisano (ma ha poco più di 600 abitanti) e Santa Maria a Monte, dove - fa sapere la Prefettura - sarebbe però imminente l’apertura di un centro da 6 posti. «Senza uno scatto da parte dei Comuni nella ricerca di struttura idonee il modello pisano dell’accoglienza che finora ha rinunciato alle tendopoli salta», dice però Antonio Cerrai, presidente della Croce Rossa. Tutta la prima fase di ricezione e risposta è affidata all’associazione che, con l’aiuto dei Comuni, dovrebbe riuscire a smistare sul territorio chi arriva dopo un primo screening sanitario. Ma sono proprio le strutture a scarseggiare, costringendo quelle in capo alla Croce Rossa ad un tutto esaurito che via via rischia di alimentare tensioni e malumori anche fra i migranti. Per questo si attende la convocazione di un vertice urgente. «Anche se purtroppo il prefetto li convoca - dice Cerrai - ma la partecipazione è molto scarsa, vengono sempre i soliti. Ci sono sindaci e Comuni che non si sono mai visti».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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