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«Arresti infondati per il dottor Liberti»

PISA. Dopo il Tribunale del Riesame anche la Cassazione. Stanno franando uno dopo l’altro i mattoni dell’architettura accusatoria innalzata dalla magistratura contro Gaetano Liberti. La Suprema Corte...

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PISA. Dopo il Tribunale del Riesame anche la Cassazione. Stanno franando uno dopo l’altro i mattoni dell’architettura accusatoria innalzata dalla magistratura contro Gaetano Liberti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso con cui la Procura di Pisa aveva fatto appello contro l’annullamento della misura cautelare che dal 5 aprile al 10 giugno aveva costretto ai domiciliari il neurochirurgo di Cisanello residente a Navacchio. La misura cautelare era stata emessa a carico del professionista il 5 aprile scorso nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Salerno (4 arresti in tutto) su un presunto giro di mazzette per saltare le liste d'attesa negli interventi da eseguire nell'ospedale campano. Un'indagine trasferita a Pisa per competenza territoriale solo per la posizione del medico che oltre all'attività ospedaliera pubblica a Cisanello svolge anche la professione privata a Lucca e nella clinica di San Rossore. In sostanza la Cassazione ha confermato le ragioni espresse quattro mesi fa: nella condotta di Liberti non è ravvisabile la concussione e il lavoro di indagine non è riuscito a raccogliere contro di lui gravi indizi di colpevolezza. Un vuoto di prove che aveva indotto addirittura anche la Procura generale - dunque chi in teoria avrebbe dovuto sostenere le accuse di fronte ai giudici della Cassazione - a richiedere il rigetto del ricorso presentato dal pm. Non ancora una pietra tombale sull’inchiesta e le accuse contro il neurochirurgo, ma certo un doppio stop che soddisfa i legali di Liberti, Tullio e Giulia Padovani. «I giudici della Cassazione hanno restituito al dottor Liberti la dignità che è stata ingiustamente intaccata da una vicenda giudiziaria priva di fondamento». Dunque, aveva ragione il Riesame: gli arresti domiciliari non erano giustificati. Anche il filone salernitano, quello più importante, è ancora aperto, e lì fra gli indagati compaiono fra gli indagati anche il neurochirurgo Takanori Fukushima, maestro e mèntore di Liberti che nell'ottobre del 2015 venne accostato da un quotidiano a papa Francesco per una presunta visita medica poi smentita dal Vaticano, e Luciano Brigante, primario del reparto di neurochirurgia dell'ospedale civile "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno. Ma entrambi sono comunque al capolinea. Sono scaduti i termini per le indagini, si attendono gli avvisi di conclusione delle indagini. Poi la procura pisana dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o arrendersi ad una archiviazione.

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