Il presidio
Due casi di scabbia in una scuola, scoppia la protesta
È stata contratta da due sorelline, già curate in ospedale Paura per il contagio, i genitori chiedono più controlli
PISA. Due casi di scabbia fanno scattare l'allarme contagio a scuola. E scatenano la rabbia di un gruppo di genitori che si dice pronto a presentare un esposto per spingere l'istituto ad effettuare i necessari controlli preventivi «che - accusano i familiari degli studenti - non ci sono mai stati».
La comunicazione inviata martedì scorso dall'Asl, con la quale l'Azienda sanitaria ha informato l'istituto comprensivo interessato di aver rilevato due casi di scabbia in due sorelle (una frequenta una scuola primaria e l'altra una scuola dell'infanzia), per un gruppo di genitori diventa lo strumento per lamentare la mancanza di controlli e di attività di prevenzione.
«Non è la prima volta che accade - lamentano i genitori -. A maggio si è verificato il primo caso di scabbia, oltre ad una infestazione da pidocchi. Non c'è prevenzione e ci spaventa il silenzio della scuola».
Le due bambine sono già state trattate nel reparto di dermatologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, mentre l'Asl ha attivato tutte le misure previste per evitare il contagio di familiari e compagni di classe.
«I medici dell'igiene e sanità pubblica dell'Asl Toscana Nord-Ovest - informa una nota dell'Azienda sanitaria - hanno fornito alla scuola tutte le indicazioni perché venga effettuata la necessaria sorveglianza sanitaria sugli altri studenti ed ha messo in atto tutte le misure previste dalla normativa e dai protocolli sanitari. Dell'episodio, che è seguito dal Comune di Pisa e dalla Asl, è stata data immediata comunicazione ai dirigenti scolastici e sono state indicate alcune semplici regole da seguire: accorgimenti minimi, di igiene personale e nessun tipo di profilassi medica, che mettono in completa sicurezza dalla diffusione dell'infezione contagiosa». Nello specifico, il personale sanitario ha effettuato «un'attenta e scrupolosa indagine epidemiologica, raccogliendo informazioni dai genitori e dai medici del reparto di dermatologia della Aoup». Anche se non grave, la scabbia è una malattia molto fastidiosa causata da un parassita della pelle che si manifesta con la comparsa di papule e vescicole estremamente pruriginose.
«La modalità di trasmissione prevalente è quella del contatto diretto cute-cute - prosegue l'Asl -. Il trasferimento del parassita attraverso biancheria e suppellettili di stoffa si verifica solo in casi eccezionali. Il periodo di incubazione è estremamente variabile e difficilmente supera le sei settimane ed un trattamento terapeutico adeguato è in grado di rendere il soggetto affetto non più contagioso».
Ai genitori, ai docenti e ai collaboratori scolastici, l'Asl ha raccomandato di «effettuare le opportune misure di sorveglianza sanitaria sui bambini» controllando per le prossime sei settimane l'eventuale comparsa di «eruzioni pruriginose», mentre per i locali scolastici - come previsto dalla circolare ministeriale che detta le misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica legate alle malattie infettive - non sono necessarie disinfestazioni ambientali, ma un'attenta pulizia con i comuni detergenti.
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