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Rapinata addetta Arci ma la denuncia è di 3 mesi dopo
PISA. In caserma è andata giovedì mattina: «Mi hanno aggredita. Un uomo di colore è entrato in ufficio, mi ha minacciata con un coltello, ho dovuto consegnargli i soldi». Una rapina che però, hanno...
PISA. In caserma è andata giovedì mattina: «Mi hanno aggredita. Un uomo di colore è entrato in ufficio, mi ha minacciata con un coltello, ho dovuto consegnargli i soldi».
Una rapina che però, hanno scoperto i carabinieri, sarebbe andata in scena negli uffici dell’Arci di via Fermi quasi tre mesi fa, il 5 luglio, quando un uomo si sarebbe introdotto nei locali dell’associazione e con una lama avrebbe indotto una delle addette a consegnarli una busta con 668 euro.
A denunciare l’aggressione è stata proprio una delle addette dell’Arci, ma per i carabinieri non sarà facile individuare o rintracciare il responsabile. Quasi impossibile che il database del sistema di videosorveglianza abbia trattenuto le immagini per così tanto tempo.
Ai militari così non resta che la descrizione data dalla donna del malvivente, una descrizione generica, perché l’addetta avrebbe parlato di un «extracomunitario».
Impossibile recuperare eventuali testimonianze di persone che possano aver visto la scena o anche solo fuggire il malvivente dagli uffici e, da quello che risulta ai carabinieri, quella mattina non ci sarebbero state altre dipendenti presenti negli uffici oltre alla donna rapinata.
«Noi non possiamo dire niente - dicono alcune delle dipendenti a cui abbiamo provato a chiedere informazioni - si tratta di una questione privata e non ne sappiamo nulla. Noi non eravamo presenti».
Non è la prima volta che il circolo Arci di via Fermi però viene preso di mira dai ladri. È successo a marzo scorso, quando una banda si è introdotta di notte all’Alhambra e, dopo aver sventrato la cassaforte con un flessibile, sono fuggiti con un bottino di un migliaio di euro.
Proprio per scoraggiare possibili assalti, il circolo aveva esposto un cartello che avvertiva: “Qui non ci sono slot machine”. Nell’aprile 2014 aveva tolto le slot machine un po’ perché i gestori erano stanchi di subire intrusioni a raffica (almeno 5 in un anno e mezzo), ma anche per la convinta adesione alla campagna Arci per rimuovere le macchinette dai luoghi storici della sinistra.
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