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Trasporti senza pace, otto ore di stop
Proclamato lo sciopero per il 5 ottobre anche dopo il caso del bus in fiamme. Contestate pure le esternalizzazioni
PISA. Braccia incrociate e bus fermi. Dopo quello dello scorso 15 settembre, Filt-Cgil e Uilt-Uil hanno proclamato un nuovo sciopero dei lavoratori della Ctt Nord, che si asterranno dal lavoro il prossimo 5 ottobre. Otto ore di sciopero per contestare la scelta della società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara di esternalizzare alcuni turni lavorativi per far fronte alla mancanza di personale e di mezzi. E che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, hanno conseguenze negative sull'organizzazione del servizio e sulla sicurezza di utenti e lavoratori. A Pisa e provincia, gli autobus resteranno fermi ai box dalle 9 alle 17. «Gli affidamenti ad aziende esterne hanno riflessi negativi sull'organizzazione e la gestione del servizio» accusano le organizzazioni sindacali, ricordando l'incendio che venerdì scorso, ad Agnano, ha distrutto un autobus di linea. «Non è la prima volta che accade - sottolinea la Filt-Cgil - e solo grazie alla professionalità e alla prontezza dell'autista è stata evitata una tragedia di ben più gravi conseguenze. Più volte - prosegue il sindacato - abbiamo denunciato lo stato di abbandono dei mezzi e del servizio: le manutenzioni vengono affidate all'esterno, mentre ai lavoratori dell'officina e dei depositi restano da effettuare solo lavori di routine. Mancano pezzi di ricambio e un'organizzazione aziendale che invece di investire sulla forza lavoro esistente preferisce esternalizzare le lavorazioni, a partire dalla gestione degli pneumatici fino alla riparazione dei bus. La conseguenza di questa cattiva organizzazione si riflette poi sul servizio, con decine e decine di turni affidati a vettori esterni all'azienda: manovre decise per non investire risorse nell'acquisto di mezzi nuovi o per riparare adeguatamente quelli esistenti». Le due organizzazioni dei lavoratori hanno deciso di proclamare la giornata di sciopero anche per ribadire e contestare «l'abbandono in cui versa il servizio di trasporto pubblico locale», ma in aperta polemica con gli altri sindacati (Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl-Fna) che hanno deciso di non aderire alla mobilitazione in quanto «il sub affidamento di una quota di servizio è una pratica lecita e perfettamente legale». Pratica che per Cgil e Uil si riflette invece sulle assunzioni, «aumentando la precarietà dei lavoratori assunti a tempo determinato e sullo stato dei mezzi aziendali che, vista la loro anzianità, avrebbero bisogno di essere manutentati quotidianamente o addirittura dismessi e sostituiti». «L'azienda - conclude la Cgil - si trincera dietro l'incertezza della gara per l'affidamento del servizio a livello regionale e non investe risorse per far quadrare i bilanci, anche riducendo gli stipendi dei lavoratori».(d.r.)
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