Il presidio
Pisa-Ascoli 2-1, anche Ringhio piange... di gioia
Il mister confessa: «Lassù, su quella curva, un’emozione unica che mi ha fatto ricordare il calcio romantico di 30-40 anni fa»
PISA. Una gioia e un’emozione uniche dopo 90 minuti surreali. La gara vinta a porte chiuse fa commuovere Gennaro Gattuso quando i suoi ragazzi vanno a salutare i tifosi entrando nella curva Nord. «Il minimo che potevamo fare era andare a ringraziare i tifosi. La cosa più bella è vedere che la città ne usciva pulita. Di questo non avevo dubbi. Ho vissuto un’emozione grande perché questa giornata mi ha fatto ricordare un calcio romantico. Quello di 30-40 anni fa».
Quindi anche un uomo nel calcio da tanti anni come lei riesce ancora ad emozionarsi?
«Sì, e devo dire che mi è capitato raramente nella mia carriera. Quando siamo entrati in curva mi sono messo un attimo da parte per non farmi notare dai miei giocatori. Ho lasciato che andassero solo loro a prendersi gli applausi. Io poi sono tornato in campo per allenare quelli che non hanno giocato».
Una vittoria bella, ma sofferta...
«È vero, come a Frosinone negli ultimi minuti siamo calati e abbiamo concesso occasioni importanti agli avversari. Credo però che complessivamente la vittoria è meritata». Il fatto che domani (oggi per chi legge, ndr) incontrerà Lorenzo Petroni le ha permesso di affrontare questa partita con maggior tranquillità? «La parola tranquillità nella mia vita non so cosa vuol dire. Con Petroni mi ero già incontrato in passato e sentito al telefono, ma non ci siamo mai messi a tavolino a parlare di futuro. Si deve parlare di cose serie». Cosa si aspetta? «Io vado a parlare per il futuro della squadra. Voglio chiarire la situazione dei contratti di Lazzari e Mudingay e vedremo da dove attingere risorse se abbiamo sforato con il budget. La società deve prendersi le proprie responsabilità».
VIDEO Il saluto dei giocatori dalla curva
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Non esistono solo questi problemi...
«No, tutta la struttura deve migliorare. La gente che lavora va pagata. Il settore giovanile è sempre in grandi difficoltà. Rappresentiamo il Pisa e il popolo pisano ed è una grande responsabilità». Quando sarà l'incontro? «Per ora è confermato per domani (oggi per chi legge, ndr), ma sapete bene che le cose cambiano in continuazione».
Tornando alla partita si è anche un po' arrabbiato?
«Io mi arrabbio perché mi dimentico per un attimo quanto di straordinario fanno i ragazzi per questa maglia. L'Ascoli ha messo un attaccante forte fisicamente e su lui doveva andare Golubovic e non Sanseverino, non solo in occasione del gol. Siamo stanchi, ci abbassiamo troppo perché non ce ne abbiamo più». È la prima gara che la squadra segna due reti... «Sì, è positivo ma nel primo tempo siamo stati dei polli a non trovare il raddoppio restando un po' molli sotto porta».
Dove può arrivare il Pisa?
«Voliamo basso. Non per falsa modestia ma dico a tutti di tenere i piedi per terra anche se in questo momento stiamo facendo qualcosa di straordinario. Per centrare la salvezza a quota 50 servono ancora 39 punti. Tanti episodi ci stanno andando bene, anche se non abbiamo rubato nulla. Una settimana di riposo ci farà bene. Anche Mannini è uscito malconcio».
VIDEO Tra i tifosi sotto la Nord
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Vuole ringraziare qualcuno?
«Tutto il mio staff e chi permette ai giocatori di andare in campo. I medici della clinica di San Rossore stanno facendo un lavoro eccezionale».
Che campionato è questo?
«Lungo e difficile per tutti. La B è da sempre imprevedibile e si devono giocare ancora 36 partite».
Del campionato di B ha parlato anche l'allenatore dell'Ascoli Alfredo Aglietti ma per parlare di regolarità: «Va trovata una soluzione per la situazione del Pisa che non è la prima società in gravi difficoltà in B negli ultimi anni. Fino a 48 ore fa non avevamo ancora l'ufficialità per giocare la gara. Qui non c'è neppure l'acqua calda per fare le docce. In campo noi ci siamo svegliati tardi creando occasioni importanti solo nel finale quando ho messo forze fresche e cambiato qualcosa. Il Pisa è stato più cattivo di noi e ci ha creduto di più, arrivando spesso prima di noi sul pallone. I nerazzurri però non sono stati superiori sul piano del gioco. Questa sconfitta può farci crescere».
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