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Pisa

il ricordo dell’amica

«Era buono, ha voluto difendere il disabile»

«Era buono, ha voluto difendere il disabile»

PISA. «Era un idealista, uno anche troppo buono. Sono sicura che si è messo in mezzo per difendere il disabile minacciato dal suo badante. E ora non c’è più». Piange e parla in un soliloquio che sa...

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PISA. «Era un idealista, uno anche troppo buono. Sono sicura che si è messo in mezzo per difendere il disabile minacciato dal suo badante. E ora non c’è più».

Piange e parla in un soliloquio che sa di preghiera fissando quella chiazza nel vialetto condominiale. Una figura irregolare su cui adagia un fiore nello stesso spazio in cui domenica pomeriggio c’era il corpo di Ivan Tikhomirov, il 27enne russo, ucciso al culmine di una lite in appartamento. Lei è Giulia Del Punta, di Calcinaia. Una delle amiche più vicine al 27enne con cui aveva frequentato l’istituto nautico a Livorno. Ad accompagnarla nel luogo della tragedia c’è il padre, Daniele, anche lui amico di famiglia di Ivan, un giovane molto più inserito di quanto si possa pensare. E, soprattutto, una persona lontana anni luce dall’immagine dello straniero balordo che tira a campare con espedienti.

«Mi ricordo che all’ultimo anno delle superiori voleva mollare – spiega Daniele Del Punta –. Allora lo convinsi a non mollare. “Prenditi il diploma, non fare stupidaggini di cui di pentirai”. Allora lui si iscrisse di nuovo e prese il diploma. Per mia figlia era come un fratello». Abile nel restauro delle icone russe, abitava da anni alle Piagge con la mamma. Dopo il diploma aveva iniziato a lavorare. Per qualche tempo si è occupato di pubblicità per un’agenzia, ma non ha disdegnato l’impegno come giardiniere. Mai come badante. «Ero un ragazzo solare che aveva foglia di fare – riprende l’amico di famiglia –. Non so come possa essersi ritrovato in quell’appartamento. Forse il bisogno di lavorare lo ha portato a conoscere persone sbagliate». Nel vialetto condominiale c’è ancora la sua Smart For Four parcheggiata davanti all’Opel familiare del badante accusato di averlo ucciso. Giulia si è fatta un’idea sulla dinamica che ha innescato il volo letale. «Lo conosco da una vita – ripete –. Era una persona squisita, come la mamma. Non tollerava le ingiustizie e ogni volta si metteva in mezzo prendendo le difese dei più deboli. Mi è capitato di vederlo aiutare dei barboni in strada che venivano disturbati. E neanche li conosceva. Sono convinta che sia andata così anche domenica in nell’appartamento. Magari il badante se l’è presa con il disabile che doveva accudire e lui lo ha voluto proteggere. E il risultato è che l’hanno ammazzato».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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