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Alla Carlo Colombo fine della storia incentivi ai lavoratori
La vertenza si concluderà con un verbale di conciliazione Due milioni di euro agli ex dipendenti, restano nove operai
PISA. Si concluderà con la firma di un verbale di conciliazione la lunga e tortuosa vertenza della Carlo Colombo Spa. Con l’intesa raggiunta lo scorso luglio tra l’azienda e le organizzazioni sindacali (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Failms-Cisal) per lo stanziamento degli incentivi all’esodo, a fine mese l’ultimo faccia a faccia tra la società ed i rappresentanti dei lavoratori metterà fine alla presenza dell’azienda a Pisa.
Agli ormai ex dipendenti della Carlo Colombo, azienda leader nel mercato dei semilavorati in rame, saranno riconosciuti incentivi per alcune decine di migliaia di euro per un totale di circa due milioni. Nessuna alternativa quindi alla procedura di mobilità che lo scorso aprile la società controllata dalla Jv Copper Spa - una joint venture paritetica tra Glencore Internation, multinazionale anglo-svizzera dell’industria estrattiva, e un pool di 21 banche, entrate nella società nel 2008 dopo un precedente percorso di crisi - ha deciso di aprire per l’intera forza lavoro (68 operai) impiegata nello stabilimento di via Bellatalla.
Solo 9 dei 68 lavoratori coinvolti nella procedura resteranno alle dipendenze della Carlo Colombo. Sei operai (a fronte di almeno dodici posti disponibili) hanno accettato il trasferimento a Pizzighettone, dove l’azienda ha sede legale e un secondo stabilimento produttivo. Gli altri tre prolungheranno di un anno il rapporto lavorativo con la Carlo Colombo e saranno impiegati nel sito di Ospedaletto per piccoli lavori di manutenzione e per mantenere in sicurezza il sito industriale. L’ultimo incontro previsto dalla procedura, durante il quale sarà sottoscritto il verbale di conciliazione, metterà fine alla storia dello stabilimento iniziata nel 2003 con l’ex Colata Continua Pisana, nata dalle ceneri delle ex Fonderie Pisane, e proseguita nel 2009 con l’incorporazione nella Carlo Colombo. Sul futuro della fabbrica resta l’impegno dei sindacati, della Regione e del Comune a portare avanti il percorso di ricerca di un eventuale nuovo imprenditore o gruppo interessato a fare ripartire il sito industriale. Lo stesso rifiutato dalla Carlo Colombo, alla quale istituzioni, Rsu e sindacati avevano proposto di favorire una reindustrializzazione attraverso la trasformazione della mobilità in un accordo per la concessione temporanea della cassa integrazione.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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