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Pisa

Metarock, Zaccardi deluso «Potrei non farlo più qui»

Metarock, Zaccardi deluso «Potrei non farlo più qui»

Il patron della kermesse musicale lamenta la freddezza dell’amministrazione «Non pretendo che paghino gli artisti, ma un maggior contributo sarebbe utile»

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PISA. Tempo di bilanci e di orizzonti nuvolosi per il Metarock che forse non si terrà più a Pisa. Oltre 8mila visitatori in tre giorni e il video del rapper sardo Salmo che ha totalizzato oltre 50mila visualizzazioni. Gli artisti che hanno riscosso maggior affluenza sono musicisti del calibro di Damian Marley, Daniele Silvestri, Calcutta, Salmo e i Ministri. Da 31 anni, il Metarock è il punto di riferimento cittadino e regionale per musica di qualità che non sta a significare solo grandi nomi (in passato hanno suonato a Pisa Prodigy, Massive Attack, Manu Chao, Lamb, Marlene Kuntz, Afther Hours ed altri) ma è stato ed è anche un palco per centinaia di band locali.

Solo in questa edizione si sono alternati sul palco 12 gruppi: dai Fangoraro, ai Betta Blues Society, fino ai Mandrake. Tutte le serate di questa edizione non hanno creato problemi di ordine pubblico. Il prato della Cittadella è stato tranquillo: solo musica e divertimento. Purtroppo, nonostante gli indubbi successi, ogni anno sembra che il Metarock sia un po' "improvvisato" e non certo per colpa degli organizzatori e di chi ha inventato lo storico festival pisano e cioè Nicola Zaccardi che dice: «Il Metarock ha bisogno di un'altra consapevolezza da parte dell'amministrazione comunale». Sembra che ogni anno, nonostante la tradizione ed il cartellone proposto, la kermesse musicale arrivi con l'acqua alla gola; una volta per la location, un'altra volta per le strutture, un'altra per i parcheggi e così via. Zaccardi non lo dice esplicitamente ma si nota una certa stanchezza nell'inseguire i vari soggetti pubblici coinvolti in questa manifestazione che ha ricevuto sempre l'affetto di migliaia di giovani.

«E non solo di loro - dice - ma Silvestri ci ha detto che suonerebbe qui ogni sei mesi e lo stesso i Calcutta». Tutti vorrebbero suonare a Pisa (grazie anche ai 40mila studenti), il problema è farli suonare. «E allora mi viene da dire che il Metarock non lo farò più qui» dichiara Zaccardi. Troppe le difficoltà e troppo pochi i finanziamenti a disposizione. Venendo alle cifre, infatti, e stando a quanto detto dallo stesso patròn del Metarock, il Comune mette circa 40mila euro. In questa edizione ad esempio sono saliti sul palco una ventina di gruppi. Soltanto Damian Marley ha un cachet di circa 100mila dollari. «Se vogliamo rimanere in un giro di alta qualità, i costi sono questi» chiarisce il promoter. Ora, non che un'amministrazione comunale debba pagare i cachet degli artisti, ma è pur vero che un festival di cinque giorni, storico e che propone accanto a nomi di richiamo nazionale, buona parte del panorama musicale locale, avrebbe bisogno di una maggiore partecipazione ai costi organizzativi e di programmazione.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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