Il presidio
Una app pisana aiuta a controllare la menopausa
Si chiamerà “Vita nova” ed è messa a punto da psicologi e sociologi del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale
PISA. Medici, psicologi e sociologi pisani stanno studiando una nuova applicazione che potrà essere di aiuto alle donne che attraversano una fase particolare della loro vita, quella della menopausa. Si chiamerà “Vita nova” e servirà a monitorare i sintomi, a verificare che gli interventi suggeriti abbiano avuto successo e a proporne altri in caso non siano stati efficaci. Gli obiettivi della nuova app sono quelli di migliorare lo stile di vita e ridurre il rischio cardio-metabolico.
Il progetto multidisciplinare è finanziato dalla Regione Toscana con oltre un milione di euro su fondi Far-fas ed è nato dalla collaborazione tra l’Università di Pisa, l’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr e tre imprese toscane: Signo Motus, con il ruolo di capofila, Medea e Lucense. Il professor Tommaso Simoncini del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale coordina il progetto con la collaborazione della professoressa Rita Biancheri del dipartimento di scienze politiche. «Stiamo studiando una applicazione che possa offrire un supporto mirato allo stile di vita, all’alimentazione e all’attività fisica per quanto riguarda la donna che va in menopausa – spiega al nostro giornale il professor Simoncini – Le donne hanno bisogno di contenuti informativi basati su dati scientifici internazionali. In internet non si trovano informazioni ben fatte su cosa sia la menopausa. Ma vogliamo anche suggerire in maniera personalizzata i comportamenti che possono avere un impatto positivo sui sintomi e sui problemi che si possono presentare. Si tratta di una applicazione intelligente che potrà acquisire le informazioni sulla persona e darle suggerimenti personalizzati per stare meglio. Ad esempio, se il problema è il sovrappeso, riceverà consigli sull’alimentazione e sull’attività fisica. La nuova app sarà anche in grado di controllare come vanno le cose, se ci sono stati progressi o meno, per cambiare eventualmente strategia. È una applicazione adattiva e per crearla siamo partiti da uno studio sociologico e psicologico contattando le associazioni femminili che conoscono i bisogni principali che possono interessare alle donne. Poi siamo passati ai focus group dedicati a donne della fascia d’età dai 45 ai 55 anni per capire i loro bisogni, i desideri e le incertezze. Da lì sono stati elaborati i suggerimenti che sono la base dei contenuti per il lavoro informatico. Tra due anni la app sarà pronta per essere testata da un gruppo di donne per eventuali miglioramenti. Poi si passerà alla fase di sviluppo della commercializzazione da parte delle imprese partner».
È stata necessaria la collaborazione tra ginecologi e sociologi. «Abbiamo coinvolto oltre 40 donne che fanno parte di associazioni femminili – dichiara Biancheri che insegna Sociologia della famiglia e dell'educazione – Dai questionari sono emersi tre temi rilevanti che sono stati oggetto di focus group, a partire dalle problematiche della premenopausa: le cosiddette ‘caldane’, i cambiamenti estetici e quelli dell’umore. Inoltre abbiamo approfondito quali sono i principali ostacoli che impediscono alle donne un corretto stile di vita e che cosa loro ritengono più efficace per cambiare. Ma lo studio è iniziato nell’aprile scorso per cui tutto è ancora soggetto a ulteriori riflessioni. La nuova applicazione sarà pronta nell’aprile 2018».
Il Cnr si sta occupando della costruzione dei profili insieme ai 2 dipartimenti dell’università di Pisa. Sono coinvolte 3 imprese: Signo Motus, che ha una sede a San Giuliano Terme (coordina il progetto e sviluppa la parte commerciale); l’incubatore di Lucca Lucense e Medea, azienda di Massa per informatizzazione e studi di mercato.
Daniela Salvestroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google