Il Tirreno

Pisa

Pisa urla il proprio No ed è autorevolissimo

di Cristiano Marcacci

Il Comitato provinciale presieduto da Raffaella Bonsangue viene tenuto a battesimo dal presidente emerito della Corte Marini e dal professor Pertici

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il No alla riforma costituzionale firmata da Renzi e Boschi, oggetto del prossimo referendum, viene urlato a squarciagola da Pisa. Ed è un No autorevolissimo, considerando che l’avvocato Raffaella Bonsangue, coordinatrice provinciale di Forza Italia e presidente del neonato Comitato per il No, ha chiamato quali “padrini” del battesimo il presidente emerito della Corte Costituzionale Annibale Marini, già membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, e il costituzionalista Andrea Pertici, ordinario di diritto all’Università di Pisa. Quest’ultimo, autore del libro “La Costituzione spezzata. Su cosa voteremo con il referendum costituzionale”, è stato definito da molti come il padre della controriforma, di quella presentata da Vannino Chiti e dagli altri 22 senatori Pd dissidenti e di quella di Giuseppe Civati, a cui la proposta, quasi gemella, di Chiti si ispira.

«Nessuno - ha detto il professor Pertici, l’altro giorno nella Sala Regia di Palazzo Gambacorti - mette certamente in dubbio che la Costituzione abbia bisogno di alcuni puntuali aggiornamenti, ma non c’è assolutamente la necessità di una grande riforma. Una riforma, infatti, non deve essere né troppo grande, né troppo di parte. L’errore sta proprio qui. Se è il governo a proporla (cosa che è successo e succede con il referendum confermativo), allora è sicuramente di parte. Nella Costituzione, invece, che è sempre stata una sorta di casa comune, si devono riconoscere tutte le forze politiche in campo. Inoltre, si prevedono dei senatori non eletti e non pagati. Sono due cattive notizie. Quando un organo mantiene funzioni politiche non è giusto che venga privato del suffragio universale. E non è nemmeno giusto che questi stessi senatori non vengano retribuiti. Non va bene, semmai, che vengano pagati troppo come accade ora».

Ha rincarato la dose il presidente emerito della Corte Annibale Marini. «Un aspetto che in questa fase viene evidenziato raramente - ha sottolineato il giudice costituzionale - è che non esiste alcuna legittimazione democratica alla base del referendum. Il Parlamento, infatti, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale ed è quindi gravissimo continuare a procedere come se nulla fosse. Le Camere le avrebbe già dovute sciogliere a suo tempo Napolitano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web