Il Tirreno

Pisa

Per rubare il rame diventano piromani: rogo all’ex Mercatino

di Pietro Barghigiani
Per rubare il rame diventano piromani: rogo all’ex Mercatino

Corto circuito fatale dopo aver tagliato i cavi dell’alimentazione Il titolare Grassini: «Non riusciamo a salvarci da questi sciacalli»

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SAN GIULIANO TERME. Per rubare qualche chilo di rame non solo hanno rischiato la vita in un corto circuito provocato dal danneggiamento dei cavi dell’alimentazione.

L’innesco ha dato il via un incendio che ha danneggiato copertura e l’esterno del fabbricato, alcuni locali collegati e alcuni container sistemati nel piazzale e riempito di fuliggine gli interni del magazzino che fino a qualche anno fa ospitava il “Mercatino Ascianese” della famiglia Grassini in via dei Condotti ora diventato Ipermoda a Navacchio.

I danni. Un danno da decine di migliaia di euro per metterne insieme qualche centinaia. Una sproporzione tra refurtiva e guasti causati dal raid che fa infuriare Dimitri Grassini, figlio del patron Gianfranco, entrambi in passato al vertice del Pisa Sporting Club, e fratello di Federica, presidente di Confcommercio Pisa.

«Purtroppo non riusciamo a salvarci da questi episodi di sciacallaggio» confida l’imprenditore guardando il fabbricato annerito dal rogo.

Le telecamere ci sono, anche se sono puntate su un’area diversa da quella scarnificata dalle lingue di fuoco.

L’allarme. È da poco passata l’una quando i vigili del fuoco intervengono in via dei Condotti.

Le fiamme aggrediscono la copertura dell’ex Mercatino Ascianese estendendosi ad alcuni container poco distanti. L’impianto elettrico è ko e nel buio non viene chiarito con ragionevole certezza cosa possa aver originato il rogo. La prima preoccupazione è spegnerlo e mettere in sicurezza l’ambiente.

Per alcune ore le squadre del comando pisano contrastano il fuoco fino a domarlo del tutto.

Alcuni scampoli stoffe, materiale senza valore dentro i container. E poi il tetto dell’immobile e la coltre di fuliggine sedimentata negli ambienti interni dove non ci sono capi di abbigliamento.

La necessità di dover mettere mano al portafogli è evidente, ma ancora non è quantificata l’entità dell’esborso che dovrà comprendere anche i costi per bonifica e rimozione delle porzioni bruciate.

«È un danno morale e fisico – si sfoga Grassini –. Il capannone era vuoto e anche nei container non c’era niente di particolare. Detto questo i danni ci sono, eccome, anche per i fumi. È prematuro dire una cifre, ma siamo nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro».

Il furto. L’arcano sulle cause dell’incendio viene confermato ieri mattina dall’Enel dopo un primo fondato sospetto avanzato dai vigili del fuoco. I ladri che hanno rubato alcuni cavi di rame hanno mandato ko l’alimentazione elettrica. Hanno evitato di restare folgorati aprendo, però, la strada al rogo.

Nella fuga si sono portati via pochi metri di “oro rosso”. Bazzecole come valore rispetto a quello che dovrà spendere la famiglia Grassini per sistemare il capannone. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Pontasserchio.

Il sopralluogo. L’altra sera c’è stato allarme dato dall’istituto dei “Vigili giurati”. «Mi hanno chiamato perché risultava un antifurto scattato – spiega Grassini –. Quando sono arrivato ho trovato tutto chiuso e al buio. Erano stati staccati gli interruttori dei quadri esterni. Lì per lì ho pensato a un tentativo di intrusione. In realtà era venuti a fare un sopralluogo. Stanotte alla stessa ora sono tornati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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