La Fi-Pi-Li si tinge di nerazzurro «Eravamo solo noi»
Una carovana di pullman e auto private s’è mossa da Pisa fino a Empoli per il debutto della squadra
PISA. A est, per una sera: l'Arena Garibaldi si sposta allo stadio "Castellani" di Empoli. Lo fa in maniera massiccia e come al solito pacifica e festante: circa 8.000 i tifosi che si sono mossi da Pisa, lungo la Fi-Pi-Li. Tutti con tanti motivi per gioire. Uno:rivedere all'opera la propria squadra e tornare a respirare l'aria del calcio giocato dopo un mese di pura sofferenza e angoscia per le vicissitudini societarie.
Due: sostenere il proprio mister (anche se squalificato) da vicino nel primo impegno stagionale nel campionato cadetto.
Tre: difendere strenuamente quella serie B conquistata il 12 giugno scorso a Foggia e dimostrare che nel calcio che conta Pisa e i suoi tifosi vogliono rimanere a lungo per recitare un ruolo importante. Dalla gara dello "Zaccheria" per molti tifosi sembra che il tempo si sia fermato: dalla grande gioia dopo il rientro dalla Puglia allo sconforto delle dimissioni di Gattuso, il tifo nerazzurro ha festeggiato due volte ed è uscito da un incubo lungo 32 giorni, catapultandosi dall'istante successivo al ritorno di mister Rino Gattuso di nuovo al calcio giocato.
Con tutte queste attese, la carovana di tifosi s’è messa in moto fin dal primo pomeriggio. A dispetto dei poco meno cinquanta chilometri che dividono Pisa da Empoli.
Molto l'entusiasmo. Diversi i punti di ritrovo con i pullman organizzati che sono partiti per seguire la gara dei nerazzurri: Club Autonomo, Centro Coordinemento, Gradinata 1909 Intorno. Una carovana che, lungo la Fi-Pi-li prendeva sempre più corpo: un’onda Rossocrociata.
Alle 18.15 c'erano forti rallentamenti alle uscite di Ponsacco e S. Miniato, per non dire dell'uscita di Empoli Est. Tutti hanno voluto essere presenti. Maurizio, tifoso nerazzurro, nonostante la domenica era impegnato col lavoro: s’è liberatop prima, pur di essere vicino alla sua squadra. «L'importante non è il risultato, ma vedere che il Pisa è risceso in campo per iniziare un'altra avventura, un altro campionato, quello cadetto, da difendere con le unghie e con i denti», dice Filippo, altro tifoso, prima di infilarsi nei tornelli che danno l’accesso allo stadio.
Sugli spalti partono subito i cori: il primo è, ovviamente, per Rino Gattuso. «Con lui siamo al sicuro, è la nostra unica garanzia», dice Paolo che segue il Pisa da 50 anni.
«Quando giovedì sera ho sentito che sarebbe tornato mi è scesa qualche lacrimuccia, ma ora sono tranquillo non voglio più pensare al passato ma al campionato», prosegue.
Non poteva mancare Liana Bandini presidente del Centro di Coordinamento Pisa Club, che ha seguito molto da vicino le tormentate vicende societarie di questo ultimo mese in casa nerazzurra, instaurando anche un filo diretto col presidente della Lega Andrea Abodi: «Finalmente si è tornati alla normalità con la prima partita del nostro Pisa. Tutti noi speriamo al più presto di rientrare nella nostra casa, lo Stadio Romeo Anconetani, ma saremo sempre al fianco della squadra e di mister Rino Gattuso. Per questa prima sfida il pubblico pisano ha risposto alla grande. Siamo in tantissimi. Mi ha fatto impressione, ovviamente positiva, vedere tutta la superstrada colorata di nerazzurro. Ad un certo punto sembrava che ci fossimo solo noi. È ovvio che gli esodi non si fermano qua. Da oggi ci organizzeremo per seguire il Pisa nella prossima trasferta per sostenere i ragazzi».
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