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Pisa

Filippeschi come Kinzica Petroni un po’ Conte Ugolino E Gattuso mi ricorda Galilei

di PAOLO CONTICINI
Filippeschi come Kinzica Petroni un po’ Conte Ugolino E Gattuso mi ricorda Galilei

di PAOLO CONTICINI Credo di non aver mai sofferto così tanto per il Pisa come in questi ultimi giorni. Dalla finale di Foggia alla disfatta di qualche giorno fa. Due sensazioni opposte: la prima di...

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di PAOLO CONTICINI

Credo di non aver mai sofferto così tanto per il Pisa come in questi ultimi giorni.

Dalla finale di Foggia alla disfatta di qualche giorno fa.

Due sensazioni opposte: la prima di estasi, la seconda di depressione totale.

Nessun film giallo avrebbe mai potuto avere una sceneggiatura tanto complessa e piena di colpi di scena, come nessun film comico avrebbe mai potuto avere un numero così alto di prese per i fondelli.

Sono convinto che non ci siano persone al mondo capaci di organizzare uno scherzo tanto perfetto, geniale e sadico, facendo morire di crepacuore un intera città che era andata in vacanza con il sogno della serie B conquistata ed è ritornata dalle ferie con la sensazione di trovarsi su un baratro, con il rischio della cancellazione dal campionato.

"Roba da chiodi", hanno detto in tanti.

Nel giro di tre mesi siamo stati promossi in serie B due tre, quattro volte, a seconda di come andavano le trattative per la cessione della società e altrettante volte ci siamo sentiti retrocessi.

Un tiro alla fune senza vinti, né vincitori.

Solo un baratro, con gente che non capiva il senso di tanto masochismo o tanta stupidità.

Scene di disperazione, di delirio e di rivolta si sprecavano sui social e per le strade della città, con la gente che imprecava, malediva, bestemmiava, piangeva alcuni chiedevano aiuto all'indimenticato Romeo. Con notizie, prima positive e subito dopo smentite, tutto e il contrario di tutto e infiniti colpevoli.

Ma il più bersagliato indovinate chi era? Sì, avete indovinato, proprio lui, Petroni, che nel frattempo era diventato uno spettro...Lo si vedeva ovunque. Un tifoso lo aveva perfino avvistato, mentre a piedi percorreva il viale D'Annunzio.

Ma cosa ci faceva Petroni sul viale di Marina?

Una squadra sequestrata alla città, dal suo stesso "padrone" che poi " padrone "non"era perché il Pisa non ha e non avrà mai padroni, ma solo pisani innamorati della loro squadra. Nel frattempo i nostri vari "cugini" gioivano per cosi tanta disgrazia, in fondo la beffa sarebbe stata grandiosa ma... Ride bene chi ride ultimo. La serie B è nostra. Fortunatamente, il nostro sindaco Filippeschi, come Kinzica de' Sismondi, con tenacia e con amore, ha salvato la città' da Petroni, che come il conte Ugolino voleva mangiarsi i pisani e Gattuso che come Galileo continuava imperterrito a dire: " eppure vendono".

L'armata rosso crociata finalmente può continuare a navigare verso tante altre battaglie. Forza nerazzurri, forza Pisa.

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