Il presidio
Uno sportello di primo soccorso in zona stazione
Servirà ad aiutare chi vive ai margini e per monitorare la situazione nel quartiere
PISA. Un primo soccorso per la disperazione, per chi vive senza rete, per aiutare e intercettare le vite perdute della stazione, ma anche uno sportello per i bisogni del quartiere, dove incontrare un infermiera o un operaio tuttofare, perfino dove acquistare generi di prima necessità. E poi, soprattutto, un centro di monitoraggio su chi vive ai bordi dei binari. Clochard, disperati, tossicodipendenti, sbandati saranno meno invisibili, meno soli, non più un pericolo per se stessi e per gli altri come lo è stata la 22enne macedone, nomade e dai pensieri fragili, che l’altra notte ha afferrato un passeggino e rapito un bambino di tre anni che dormiva sotto i portici accanto ai suoi genitori.
Almeno è la funzione che vuole affidare Sandra Capuzzi, assessore al sociale, allo spazio di “Portierato sociale” previsto dal progetto con cui Palazzo Gambacorti proverà a risolvere gran parte dei problemi di sicurezza riesplosi fra viale Gramsci e lo scalo ferroviario nell’ultimo periodo. Un piano complessivo da 18 milioni di euro per cui il Comune conta di ricevere i fondi del piano “Periferie degradate” appena varato dal governo. «Abbiamo già un accordo con Ferrovie - dice Capuzzi - utilizzeremo un fondo sottostante la mensa della polizia, sono 400 metri quadrati oggi inutilizzati. Servirà una ristrutturazione, ma soprattutto il coinvolgimento delle cooperative che lavorano per la Società della Salute, Arnera e Tartaruga. Un parte dei locali verrà destinato proprio alla realizzazione del “portierato sociale”, un primo soccorso per il quartiere, dove i residenti possano chiedere aiuto, ma anche per un costante monitoraggio dei disperati che popolano la stazione». Una funzione oggi svolta dagli operatori di strada di Arnera, sono loro i radar di sostegno alla marginalità a Pisa. Una missione finora svolta da 5 persone, ma che la Società della Salute ha deciso di potenziare.
«Con l’ultima variazione di bilancio - dice Capuzzi - Abbiamo fatto passare il budget destinato al progetto homeless da 122 mila a 147 mila euro, e gli operatori disponibili saranno 9-10». “Strada facendo”, si chiama così il progetto della cooperative Arnera, e prevede un servizio di controllo tutti i giorni, con gli operatori che percorrono il centro dalla stazione ai Bagni di Nerone dalle 14 alle 18. Nel 2015 la squadra è riuscita a dare aiuto a 266 senza tetto, e sono oltre 900 le persone assistite con i fondi destinati alla marginalità.
Ma nello spazio della stazione nasceranno anche un temporary store e, forse, anche una sala prove per le band di giovani. «Serviranno a far crescere e finanziare le imprese sociali e ad offrire un luogo di aggregazione a ragazzi», dice Capuzzi. Apertura prevista, ottobre 2017. «Non aspetteremo i soldi del governo - assicura l’assessore - Se non arriveranno ci attrezzeremo in un altro modo».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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