Stazione e quartieri di Pisa sud, piano da 43 milioni di euro
Il Comune partecipa al bando ministeriale per i fondi Recupero di locali dismessi, posto di polizia, nuove piazze
PISA. Si chiama “Binario 14-sostenibilità e socialità”. E’ un maxi-progetto, somma di più interventi, per la riqualificazione del quartiere della stazione e del quartiere San Giusto, aree che hanno come fulcro comune lo scalo ferroviario. La giunta comunale ha approvato la sua partecipazione al bando ministeriale per un programma straordinario di interventi a vantaggio della riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. In palio ci sono contributi fino a 18 milioni di euro. Una sorta di piccolo Piuss come impostazione (valore totale 43 milioni), sul quale Palazzo Gambacorti punta per accelerare interventi sia di carattere urbanistico che sociale, comprendendo anche l’ormai noto progetto di ridisegno del viale Gramsci. Per il quale, in parallelo, prosegue la richiesta di ulteriori contributi della Regione.
Villaggio San Giusto. Il progetto è composto da tre assi strategici. Il primo è denominato “social house” e mira in particolare alla rigenerazione del villaggio popolare San Giusto: comprende la realizzazione di 24 alloggi Erp in via A. da Morrona, la rigenerazione di 16 fabbricati, la costruzione di parcheggi pertinenziali con creazione zona 30, la sperimentazione di un modello di animazione di comunità da esportare poi agli altri quartieri popolari della città.
Area stazione. Il secondo asse strategico viene chiamato “arcipelago” e qui rientrano gli interventi di riqualificazione degli spazi limitrofi alla stazione. L’obiettivo è attivare servizi ed interventi che favoriscano l’integrazione dei cittadini e rafforzino la loro sicurezza con nuovi modelli di welfare di comunità. Fanno parte di questo asse la riqualificazione dei locali ex Dopolavoro ferroviario per presidio un sicurezza delle forze dell’ordine e la videosorveglianza delle gallerie di viale Gramsci, oltre che servizi al cittadino presso i locali della Sesta Porta.
Le altre zone. Il terzo asse strategico, denominato “binario 1-13”, si allarga anche a zone limitrofe. Vi rientrano interventi per la sicurezza idraulica di Pisa sud, ma anche, a livello di riqualificazione dei luoghi di socialità e recupero di spazi urbani pubblici ad uso civico, una nuova piazza in via Quarantola, la sistemazione di piazza Giusti, la sistemazione di piazza della Stazione e delle gallerie di viale Gramsci, il nuovo parco urbano di via Bixio. Al sottocapitolo “mobilità sostenibile” si trovano l’allargamento del cavalcaferrovia di Sant'Ermete, il sottoattraversamento del cavalcaferrovia di San Giusto, la pista ciclabile a sud della Ferrovia e la ciclostazione alla Sesta Porta. Sono parte integrante del progetto complessivo due protocolli d’intesa che da una parte chiamano in causa le Ferrovie e dall’altra Pisamo, Apes e Società della Salute.
Locali e piazze. Dunque, sono due le macro-aree di intervento. Dal lato piazza della stazione, oltre agli interventi su viale Gramsci (nuova viabilità, grandi marciapiedi laterali), spicca la “trasformazione” dell’edificio inutilizzato d’angolo rispetto a via Corridoni, ex locali di servizio del personale viaggiante. La ristrutturazione di questo edificio di 400 mq, ormai abbandonato, prevede attività quali bar e ristoro, temporary store, spazio polifunzionale per le attività di animazione (soprattutto per i giovani), spazio per la mediazione territoriale nell’area della marginalità, accessibile anche da ingresso indipendente. Sul versante opposto della piazza, il posto di polizia nei pressi del sottopasso che porta al binario 14, oltre alla riqualificazione dei spazi Dlf. Dalla parte del quartiere San Giusto, gli interventi già in variante urbanistica per il recupero o la trasformazione degli spazi dismessi delle Ferrovie, ma anche, nell’ambito dell’operazione in via da Morrona, la demolizione di due edifici in via Quarantola per realizzare al loro posto una piazza interconnessa alla fermata del People Mover.
Risorse risolutive. «Se riusciremo ad aggiudicarci questo concorso avremo un apporto di risorse economiche risolutivo, altrimenti sarebbe un impegno da diluire negli anni», dice il sindaco Marco Filippeschi. «Il progetto complessivo, che unisce progetti collegati tra loro sui quali abbiamo lavorato da tempo, contiene anche una risposta ai problemi della stazione, peraltro simili a quelli di tutte le stazioni italiane». Quello rappresentato, sottolinea il sindaco, «è una visione di cucitura con il quartiere San Giusto, considerato che l’arrivo del People Mover darà alla stazione ferroviaria realmente due facce ugualmente importanti». Infine, un auspicio: «Questa operazione dovrebbe spingere le Ferrovie a rimettere mano alla qualità della stazione centrale, un problema aperto, così come al Dlf, anche per colmare lo scarto ancor più evidente con il rinnovamento dell’area della Sesta Porta».
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