Il Tirreno

Pisa

Potenza raddoppiata per lo Scolmatore via libera al cantiere

di Francesco Loi
Potenza raddoppiata per lo Scolmatore via libera al cantiere

Autorizzate dal Demanio le attività di bonifica bellica Lavori da 15 milioni per un’opera anti-alluvioni dell’Arno

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PISA. Cominciano le grandi manovra per i lavori alla foce dello Scolmatore. Si tratta del primo lotto dell’atteso intervento di potenziamento del canale, un’opera anti-alluvioni dell’Arno rispetto all’area pisana, oltre che di costruzione della foce armata per dare in prospettiva uno sbocco al mare diretto ai Navicelli, come richiesto dagli operatori del settore nautico.

Il passo d’avvio è rappresentato dalle attività di bonifica bellica. In questo senso l’Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Pisa ha firmato l’autorizzazione alla Regione, ente titolare del coordinamento dei lavori, per l’accesso alle aree «per l’esecuzione degli interventi di adeguamento idraulico del canale Scolmatore d’Arno-Lotto 1». La consegna delle attività di bonifica bellica, la caratterizzazione dei materiali e l’allestimento del cantiere sono programmati fino al 30 settembre.

I lavori aggiudicati alla Sales Spa di Roma sono quelli relativi al primo lotto di adeguamento del canale, con uno stanziamento di 15 milioni di euro (mentre l’intero progetto ha un costo di 51 milioni). I 15 milioni sono finanziati dalla Regione (12 milioni) e dall’Autorità Portuale di Livorno (3 milioni). Durata dei lavori 480 giorni, ovvero poco meno di un anno e mezzo.

L’adeguamento del canale consiste in una serie di operazioni in grado di elevare la capacità di scolmare dagli attuali 6-700 metri cubi al secondo fino a quota 1.000. I lavori del primo lotto verranno svolti nella parte finale dello Scolmatore, in un tratto di circa 4,5 chilometri che va dal ponte sull’Aurelia alla foce. La lunghezza totale del canale è di 28,3 km dall’opera di presa (a Pontedera) al mare. Nel segmento finale il canale, per avere una maggiore portata, sarà scavato nella zona centrale innalzando i fondali fino a meno 3,5 metri.

L’altro intervento essenziale sarà alla foce, dove l’evidente insabbiamento costituisce un “tappo” nei confronti di un più efficace deflusso delle acque in mare. In quel punto non solo saranno dragati i fondali, ma sarà costruita la cosiddetta foce armata costituita da due moli foranei: il loro compito, di fatto, sarà quello di prolungare in mare lo sbocco del canale fino a quando non si arriva ad un’altezza omogenea dei fondali (a -3,5 metri). Sarà questa uguaglianza a dover annullare gli effetti del deposito di sedimenti, prima origine dell’insabbiamento. Il molo nord della foce armata avrà uno sviluppo complessivo di circa 640 metri (480 verso il mare aperto); il molo sud avrà dimensioni simili, ovvero rispettivamente 635 e 470 metri.

Il dragaggio porterà in superficie circa 600.000 metri cubi di materiali, tra fanghi e sabbia. Quest’ultima sarà disponibile per circa 260mila metri cubi, che andranno ad aumentare l’arenile di Calambrone a fianco della foce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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