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Colpo di scena, ripresa la trattativa fra Britaly e Dubai
Il sindaco: «L’interesse del fondo è ancora vivo Un ulteriore sforzo per riuscire a superare la crisi»
PISA. Riprende la trattativa fra Britaly Post e Pablo Dana? Il sindaco Marco Filippeschi riapre uno spiraglio cauto ma importante dopo aver riparlato con Petroni e Dana. «Oggi (ieri, ndr), almeno a quest'ora tarda, non ci sono state decisioni e fatti compiuti di mercato che compromettano la prospettiva, nonostante le scadenze imminenti».
Infatti si temeva che il Pisa cedesse tutti i pezzi migliori per alleggerire il pesante monte stipendi, in previsione della cessione a Italpol o della continuazione dell'attuale management, ma questo non è successo. «Ho chiesto - dice il sindaco - che alle precisazioni di Britaly Post sulle sue motivazioni del rifiuto dell'offerta sia data una risposta meditata e concreta, non recriminatoria, perché so che l'interesse del fondo Equitativa è ancora vivo. Ho mantenuto attivi tutti i contatti, ad iniziare da quello con il presidente Andrea Abodi che segue la situazione ora per ora. La situazione è in movimento. Non si deve rinunciare ad ogni impegno possibile per superare la crisi, con una soluzione di svolta».
In termini pratici, davanti alla prospettiva del baratro sportivo, il sindaco (che non si è mai arreso) ieri ha provato a rimettere - anzi a mettere per la prima volta- intorno a un tavolo Britaly ed Equitativa. Con scarse speranze, ma ancora con molto impegno, mentre per tutta la giornata si sono rincorse le voci che già oggi la proprietà (Britaly Post, o la nuova proprietà, Britaly Post e Italpol), potrebbe annunciare allenatore e staff tecnico. Forse troppo tardi per evitare la prima penalizzazione in classifica (2 o forse 3 punti), perché per oltre 15 giorni sono state lasciate vuote le relative caselle, violando così le normative federali. Ma secondo addetti ai lavori, provvedendo entro oggi potrebbe cavarsela. Ieri sera allo Starhotel di Milano, sede del mercato, si parlava con insistenza di una possibile cessione.
Lo spunto per rimettersi al tavolo è arrivato ieri pomeriggio da una lettera di Lorenzo Giorgio Petroni: «La richiesta del sindaco Filippeschi, quale portavoce del presidente di Lega B Abodi, di sottoscrivere l'offerta inviata da Dana è stata da me rifiutata non per irresponsabilità o per protervia ma perché mi è stato nuovamente chiesto di consegnare ieri la società all'accettazione dell'offerta ma nella stessa offerta non è stato detto quando sarebbe stato pagato il prezzo di 6,2 milioni. In pratica Dana vuole prendersi oggi l'azienda e non dice quando pagherà». «Chi lo farebbe? È serio? Io ho sottoscritto ed inviato a Dana, Abodi e Filippeschi un normale preliminare di cessione allo stesso prezzo offerto da Dana chiedendo che venisse accettato ieri e che Dana versasse una caparra di 1,45 milioni che avrebbe potuto tranquillamente versare nei prossimi giorni. Non mi sembra di aver chiesto la luna».
Se Dana «vuole realmente comprare e non prendere senza pagare non deve fare altro che sottoscrivere il preliminare e dichiarare che farà un bonifico bancario di un milione quattrocentomila euro pari a poco più del centi per cento dell'intero prezzo. È cosí assurdo quello che viene da me richiesto?». La lettera di Petroni in realtà non conferma ma smentisce la richiesta fatta da lui stesso e Taverniti il giorno prima: nel preliminare inviato a Dana infatti si parla di «1.450.000 euro a titolo di caparra confirmatoria contestualmente alla stipula del presente atto mediante assegno circolare».
Un assegno circolare da pagare immediatamente è cosa ben diversa da «Dana (...) non deve fare altro che sottoscrivere il preliminare e dichiarare che farà un bonifico bancario» e che «avrebbe potuto tranquillamente versare nei prossimi giorni».
È giusto non farsi illusioni: finora sono sempre state smentite dai fatti successivi. Ma proprio questa precisazione, o magari questo aggiornamento, potrebbe essere stata la chiave per tornare a parlarsi. Che non vuol dire riuscire a mettersi d’accordo, ma è l’unica strada per tentare un clamoroso accordo che farebbe tornare di colpo l’entusiasmo in città. Nessuno conferma questa trattativa, ma Petroni ieri anziché andare a Milano a fare il mercato è rimasto a Roma insieme agli avvocati. La volontà di provarci, con toni molto stemperati rispetto al recente passato, ci sarebbe.
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