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Il degrado è il primo presupposto per richiamare la criminalità
PISA. Una città turistica come Pisa ha bisogno di maggiore decoro urbano e non solo nelle piazze (come quella dei Cavalieri) e nei quartieri che fatti di cronaca mettono quasi ogni giorno sotto i...
PISA. Una città turistica come Pisa ha bisogno di maggiore decoro urbano e non solo nelle piazze (come quella dei Cavalieri) e nei quartieri che fatti di cronaca mettono quasi ogni giorno sotto i riflettori.
Sono tanti gli angoli della città che attendono di essere puliti, di ricevere un’attenzione diversa da quella attuale. Uno tra tanti è il giardinetto dietro a Borgo Largo e a Largo Ciro Menotti. Un tempo c’era uno spazio a verde, fanno notare i residenti. Oggi rimangono quattro panchine senza schienale che sono diventate letti di fortuna per barboni. Che cosa si aspetta a sostituirle? La risposta non può sempre essere la stessa e cioè che i Comuni non hanno soldi da spendere. In pochi metri quadrati c’è un ricco repertorio di oggetti dimenticati. Non una bella fotografia di una città che punta sul turismo. Un tubo corrugato blu spunta in verticale accanto a quell'unico povero albero spennacchiato, sopravvissuto a chissà quali comportamenti incivili. Le sue fronde sono ad altezza uomo, non vengono potate da anni. Attorno all'albero c'è un'aiuola tutta dissestata. Tutto è trascurato, dimenticato. La superficie attorno all'aiuola è sconnessa, fatta di pezzi di cemento. Sopravvive come può - l’incuria è tanta del resto - il cordolo dell'aiuola perimetrale, ma al suo interno c'è solo terra battuta e i resti di una siepe. La piattaforma con i tavolini di un bar è sporca. La delimitazione in ferro e vetro è intoccabile ma nessuno interviene per chiedere anche allo stesso gestore del bar di avere una cura diversa di questo spazio. In pochi metri, dicevamo, c’è di tutto, di più. Un bel frigorifero "Motta" abbandonato lungo una ringhiera, trasforma uno spazio pubblico in un ripostiglio. Intorno ci sono catene per biciclette lasciate dai proprietari delle bici per non doversele portare dietro. E ancora grondaie che scaricano sull'asfalto, come nel resto della città: cosa si aspetta a tombarle nel pavimento e far trovare loro una strada per la fogna? Se lo chiedono alcuni cittadini. La pavimentazione del marciapiede e del vicolo vicino è totalmente dissestata con mattonelle rotte o mancanti. Qua e là è stata rattoppata in più punti con mattonelle diverse sia come tipo che come verso di posa. I tombini mezzi rotti o addirittura semiaperti restano lì nell’indifferenza generale. E poi ci sono i condizionatori esterni, posizionati senza regola, ad altezza d'uomo (si viene comunque investiti da un getto d'aria calda, che d'estate è un piacere) con i corrugati di scarico della condensa che penzolano dai muri gocciolando direttamente sulla strada. Cosa si aspetta a verificare se si possano collocare in quel modo «i blocchi esterni dei climatizzatori nel pieno centro storico della città? E che dire del guano di volatili, sparso un po' ovunque? Magari il Comune potrebbe sensibilizzare i gestori dei bar, che hanno un'occupazione di suolo pubblico, a tenere pulite le aree vicino ai locali». E poi ci sono scritte dappertutto, soprattutto sui muri. Troppa desolazione a 50 metri dalla via dello struscio cittadino.
Alla fine da qualche parte Pisa dovrà ricominciare a volersi bene, prima che alla mancanza di decoro urbano si aggiungano altri problemi. Si tratta di fare queste piccole cose. «Tutto questo abbandono non si potrà attribuire ai giovani che la sera affollano i locali di via Case Dipinte, ai quali si potranno attribuire al massimo le scritte sui muri. Ma il resto lo offre la città e chi la lascia nell’indifferenza», scrivono ancora alcuni residenti di questo quartiere che chiede attenzione.(s.c.)
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