Il presidio
Trenta giorni di prognosi per uno dei pestati
Ha colpito la violenza degli africani nella colluttazione al “Vero Bistro”. È spuntato anche un coltello
PISA. Trenta giorni di prognosi per William Frullini e sette per Marco Brunetti. È il bilancio della colluttazione davanti al Vero Bistro. Venerdì Frullini era di passaggio dal Bistro, di cui il fratello Thomas è titolare, ed è intervenuto per calmare gli animi. A distanza di dodici ore dal violento episodio, i testimoni sottolineano che se non fossero arrivate le volanti i feriti sarebbero stati più gravi. «A un certo punto ho visto un coltello, in mano ad un amico dei connazionali dei ragazzi rimproverati. Non è stato usato per fortuna. Solo il caso ha voluto che non ci fossero conseguenze peggiori - afferma Giovanna Mucci, che venerdì stava pranzando al Bistro insieme a Manuela Briscioni, titolare dello studio medico della zona -. Non so di che nazionalità siano le persone che hanno iniziato la zuffa. So solo che non ho mai visto niente del genere».
Più precisa la Polizia di Stato, che in una nota ufficiale ha parlato di una rissa nata tra i titolari italiani del bar e persone di etnia senegalese. Frullini, Briscioni e Mucci hanno annunciato che formalizzeranno una denuncia. Intanto proseguono le indagini della polizia. Un esercente di viale Gramsci dà un'altra versione dei fatti. «Io c'ero e ho visto gli italiani che se la prendevano con gli africani. Uno dei due ragazzi in bici è minorenne - afferma il ristoratore -. Prima di passare alle mani, bisognerebbe calmarsi e cercare di risolvere la questione a voce». Le varie responsabilità saranno accertate dagli inquirenti grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza. La segreteria provinciale del sindacato della Polizia di Stato Silp Cgil chiede al questore e al prefetto di modificare l'attuale impiego delle forze di polizia: «Le soluzioni al degrado del centro storico, allo spaccio e all'abusivismo commerciale sono possibili anche se c'è una carenza negli organici locali delle forze di polizia. In provincia, l'organico degli enti preposti al contrasto di tali reati supera le 500 unità. Basta recuperarne dagli uffici l’1% ed abbiamo due pattuglie da dedicare giornalmente al contrasto di questi fenomeni del centro citta. Purtroppo per ragioni varie ciò non accade».(s.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
