Il Tirreno

Pisa

«Laghetti dimenticati» Quel gioiello naturale sprecato a Campo

di Sharon Braithwaite
«Laghetti dimenticati» Quel gioiello naturale sprecato a Campo

In abbandono i due invasi nell’area della Donati Laterizi Il Comune non ha mai ottenuto i soldi dall’azienda

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SAN GIULIANO TERME. Percorrendo via Pacinotti dal centro di Campo, si arriva ad una strada sterrata che separa i due specchi d'acqua. Ai lati della carreggiata, alti arbusti e rovi che ostruiscono la vista, il casottino invaso dalla vegetazione, i cartelli illustrativi sbiaditi o rotti. I laghetti di Campo sono in stato di abbandono da almeno quattro anni e i tempi per la realizzazione di un progetto definitivo sono ancora lunghi.

Siamo in un'area circondata dal fiume Arno e da campi coltivati. Dove l'uomo ha lavorato per decenni, scavando per produrre mattoni, oggi c'è un'area riconquistata dalla natura. Piante e specie animali la abitano rendendola un contesto naturalistico di indubbia bellezza, a due passi dai Monti Pisani. Qui si gode di un silenzio che d'estate è interrotto solo dal frinire delle cicale. I grandi centri abitati dell’area pisana distano solo pochi chilometri. «Sarebbe un bel posto questo laghetto. Peccato abbandonato a se stesso», dice Tiziana Del Genovese. Negli anni Ottanta la Donati Laterizi si stabilì a Campo per produrre mattoni. All’epoca sottoscrisse una convenzione col Comune che impegnava l'azienda a realizzare opere da un milione di euro, in cambio della possibilità di sfruttamento dell'area. Un beffa, perché l'impresa ha cessato la propria attività anni fa. Oggi la fabbrica è dismessa.

Gli interventi previsti dall’accordo non sono mai stati completati. In paese la gente si è mobilitata più volte. La convenzione qui è vista come una sorta di "risarcimento" per il disagio vissuto, vent'anni di rumore e polvere.

Tutta l’area è in stato di abbandono, se si esclude il bacino artificiale a ovest di via Viaccia. È di proprietà del Comune, ed è interessato da un progetto della Provincia e dell’Università di Pisa. Anche il Museo di Storia Naturale che ha sede a Calci ha partecipato al recupero ambientale del lago, dove ha creato dei percorsi didattici di successo. Un'altra porzione curata si trova sempre sul medesimo lago ed è mantenuto piuttosto bene dalla scuola italiana Terranova, dove qui addestra i cani per il salvataggio. Il lago ad est, invece, è di proprietà di Donati Laterizi e risulta inagibile. Negli ultimi giorni la Provincia ha effettuato delle operazioni di pulizia e taglio erba, grazie all'arrivo della seconda parte dei finanziamenti. Nei prossimi mesi è previsto il recupero del casottino di legno, oggi sventrato dall'incuria e da atti vandalici, e la messa in sicurezza dei terrapieni nell'ambito del medesimo progetto. Per quanto riguarda, invece, un piano di recupero complessivo, la strada è ancora lunga. A settembre Palazzo Niccolini stipulerà una nuova convenzione con la Donati Laterizi, in modo che gli oltre 700.000 euro derivanti dalla vecchia convenzione (ormai scaduta) siano effettivamente spesi sul territorio.

Nel frattempo l'azienda ha redatto una bozza di progetto per la valorizzazione dell'area, compresa quella privata dove sorge la vecchia fabbrica: si parla della creazione di un camping per un turismo eco-sostenibile; poi sentieri naturalistici, punti di osservazione e strutture per attività scientifiche e divulgative. «Il progetto presentato dalla Donati Laterizi è molto bello. Donati non ha le risorse e l'intenzione di realizzarlo in prima persona. Occorrerebbe un investitore esterno. Il nostro intento è quello di recuperare e tutelare l'area. Siamo in contatto con le varie associazioni del territorio e la Lipu - spiega Daniela Vanni, assessore all'ambiente - Parleremo con i cittadini per capire quali opere sono da considerare prioritarie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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