Il Tirreno

Pisa

«Pretestuose quelle accuse» l’ira delle divise

di Cristiano Marcacci
«Pretestuose quelle accuse» l’ira delle divise

Il viceprefetto risponde a nome delle forze dell’ordine: da Britaly Post critiche irriguardose

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’operazione “Simpatia” da parte del gruppo Britaly Post e del clan Petroni, tuttora padroni dell’Ac Pisa 1909, prosegue.

La strategia parte da lontano: prima sono stati rovinati i rapporti con l’artefice numero uno della promozione in serie B, il mister dell’annata d’oro Gennaro Gattuso, idolo intoccabile degli sportivi, poi, in rapida successione, con il direttore generale Fabrizio Lucchesi, il vicepresidente Giancarlo Freggia (il pisano doc all’interno del consiglio d’amministrazione), la tifoseria tutta e il sindaco Marco Filippeschi.

In questi giorni, Fabio Petroni e i suoi si sono addirittura scagliati contro le forze dell’ordine e contro i responsabili della loro gestione sul territorio, su cui è stata riversata una valanga di critiche non solo ingenerose ma anche molto pesanti, di fronte alle quali il Tirreno non può non registrare il fastidio con cui queste sono state accolte. Dal prefetto Attilio Visconti in prima persona ma anche dal questore Alberto Francini e dai vertici del comando provinciale dell’Arma dei carabinieri.

Insomma, il clima intorno alla società nerazzurra è sempre più incandescente e lo scollamento tra l’operato, o meglio la latitanza, della Britaly Post e i desideri e le aspettative dei tifosi è sempre più marcato ed evidente.

Rileggendosi le dichiarazioni della Britaly s’inalbera, e non poco, il viceprefetto vicario Valerio Massimo Romeo, il quale intepreta il pensiero dello stesso prefetto Visconti, in questi giorni fuori Pisa.

La Britaly non era stata per niente tenera nei confronti dei tutori dell’ordine pubblico. «Il 3 agosto scorso - aveva ricordato nei giorni scorsi Petroni in un comunicato stampa inviato dalla sede della Britaly a Londra - è stato impedito lo svolgimento dell'amichevole con il Celta Vigo e, fatto ancora più grave, le stesse forze dell'ordine che hanno consigliato di eclissarsi ai dirigenti della società, già in precedenza minacciati, hanno anche consigliato di annullare la partita piuttosto che ripristinare la legalità, contribuendo purtroppo involontariamente ad alimentare una pseudo-strategia del terrore utilizzata ad arte».

E poi: «Ognuno è libero di non sottoscrivere l'abbonamento o di non venire allo stadio, ma nessuno ha il diritto di impedire con pacifica violenza lo svolgimento delle attività liberamente e legittimamente programmate dalla società, nell'interesse della squadra e nell'ambito della propria attività d'impresa».

Parole che hanno fatto sussultare sulla sedia il viceprefetto vicario di Pisa, da noi interpellato sulla vicenda.

«Ovviamente - afferma il dottor Valerio Massimo Romeo - non intendiamo addentrarci tra le vicende assolutamente privatistiche della società del Pisa. Ma certe critiche che ho letto e che non sono state minimamente rettificate sono assolutamente infondate e ingenerose. In un momento di caos totale come quello che sta attraversando la società calcistica della città c’è invece da registrare uno sforzo massiccio e quotidiano proprio da parte di tutte le componenti delle forze dell’ordine cittadine per poter assicurare lo svolgimento dell’attività programmata della squadra e per mantenere nei canoni della civile convivenza la contestazione da parte della tifoseria. D’altronde, quello di poter manifestare il proprio pensiero è un diritto.

Noi, dunque - continua il viceprefetto vicario - stiamo lavorando a pieno ritmo sul fronte dell’ordine pubblico, nonostante le accuse che rispedisco al mittente, in quanto assolutamente pretestuose. Ci saremmo aspettati un grazie ed invece ci siamo trovati di fronte ad un attacco poco garbato e irriguardoso. Mi sono confrontato più di una volta in queste ore con il prefetto Visconti e il questore Francini e pensiamo che occorrerebbero più rispetto e riconoscenza nei confronti di chi lavora sodo quotidianamente per consentire il miglior svolgimento possibile delle manifestazioni e per evitare dannose e più gravi turbative».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani